Consigli di lettura Editoriale

Sostenibilità e prosperità inclusiva – Un approfondimento di Sandro Calvani

Thrivability

Per approfondire queste nuove visioni, o nuove normalità come le chiamano alcuni sociologi dell’evoluzione in Europa, possiamo chiedere agli esperti, agli accademici e agli scrittori.

La prima ricercatrice ed esperta che si nota per numero di opere pubblicate sul tema della prosperità inclusiva  (thrivability in inglese) è la prof. Anneloes Smitsman, Ph.D. nel suo libro del 2019 Into the Heart of SystemssmitsmanChange, cioè “Dentro al cuore del cambio di sistema”. La prof. Smitsman (nella foto a sinistra) è una studiosa di sistemi evolutivi della società, futurologa, attivista, fondatrice di EarthWise un’organizzazione che vuole creare leadership creative per una nuova civilizzazione basata sulla thrivability.

Secondo lei, la prosperità inclusiva è “il potenziale di sviluppo intrinseco alla nostra vita utile per la nostra crescita evolutiva che si auto-realizza. Come potenziale di progresso essa si sviluppa attraverso un processo di apprendimento evolutivo ecosistemico. Attraverso questo processo sviluppiamo le capacità creative, la consapevolezza e l’amore futuri per attuare e incarnare l’attualizzazione dei potenziali di prosperità all’interno dei mondi e dei sistemi di cui facciamo parte. Incarnate, queste potenzialità diventano possibilità di ulteriore crescita e sviluppo in un modo che la vita diviene generativa e crea le condizioni per far prosperare ognuno di noi e la vita nel suo insieme”. In tutti i suoi studi, discorsi e conferenze la prof. Smitsman sottolinea che la prosperità inclusiva per essere genuina deve essere collettiva, tendere ad essere globale e fondarsi sul principale valore comune dell’umanità, l’amore per le altre persone.

Un altro noto promotore della prosperità inclusiva è Alexander Laszlo, nel suo libro del 2019, Syntony Sense:laszoEvolutionary Intuition for World Changers, Il senso della sintonia: intuizione evolutiva per chi cambia il mondo. Per Laszlo (nella foto a destra) la thrivability è “un concetto che si basa sulla sostenibilità e la promuove abbracciando e incoraggiando la capacità umana di condurre una vita fiorente, gioiosa e amorevole in coesistenza con il proprio ambiente di vita. Come tale, essa coltiva un senso di timore reverenziale, del sacro, della celebrazione della vita come parte integrante di tutti i processi di sviluppo. Si può dire che la thrivability racchiude in sé le dinamiche che promuovono l’affermazione della vita, la creazione futura e le opportunità che aumentano i percorsi dell’espressione umana in sintonia con la Terra e tutta la vita che essa contiene.”

Laszlo é stato protagonista e presidente per molti anni della International Society for the Systems Sciences (ISSS), Società Internazionale delle scienze dei sistemi, che promuove un approccio olistico alle sfide della trasformazione epocale che viviamo. Inoltre egli ha sempre sottolineato la priorità che si dovrebbe dare agli ecosistemi educativi, per comprendere i cambiamenti della società e dare buone fondazioni alle trasformazioni necessarie.

Ci sono molti altri ricercatori che hanno contribuito a definire il concetto di prosperità inclusiva. Non ho spazio qui per citarli tutti. Vorrei però citare l’opera che mi è sembrata più completa. Si tratta del libro Thrivability della scrittrice e saggista Jean M. Russell.

russellJean M Russell (foto a sinistra) è una progettista di ecosistemi sociali e facilitatrice culturale. Fondatrice del movimento internazionale per la thrivability ed esperta di prosperità collettiva, Jean è leader di una comunità di agenti del cambiamento, innovatori, costruttori e operatori della trasformazione creativa del mondo. Il suo lavoro su thrivability, innovazione, filantropia e cambiamenti culturali è stato citato dalla riviste Economist, Harvard Business Review, Stanford Social Innovation Review e Worldchanging. Ha ricevuto una menzione d’onore sulla lista delle 200 persone migliori persone di tutti i tempi “i cui contributi arricchiscono percorsi per futuri sostenibili”.

Secondo Jean Russell, “la prosperità inclusiva trascende  le modalità di sopravvivenza, la sostenibilità e la resilienza. Essa abbraccia il flusso della crescita come fonte di vita, gioia e significato, si aggiunge al flusso e ne cavalca le onde, invece di cercare di annullarne gli effetti. Ogni strato include e trascende anche il livello precedente, espandendo entrambe le interconnessioni e ampliando la consapevolezza del sistema, mentre ogni strato raggiunge nuovi limiti e scopre che sono in atto più forze di quante possano essere spiegate all’interno della loro sfera di competenza. Inoltre, la thrivability non è una progressione, in cui è necessario passare da uno stadio per arrivare al successivo. Puoi invece avere aspetti di te stesso o della tua organizzazione in più punti della mappa della thrivability e il movimento di trasformazione può andare da una zona all’altra”.

http://thrivable.net/2013/02/resilience-aint-enough/

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