Consigli di lettura Editoriale

Tempo del noi. There’s no plan(et) B – Intervista a Marta Magnani

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“Prima della quarantena ero emozionata all’idea di partecipare a The Economy of Francesco”.

In particolare, sapere che persone provenienti dall’altra parte del mondo sarebbero venute ad Assisi per confrontarsi sui temi proposti dalla Laudato Si’ è stata un’importante conferma di quanto effettivamente fosse diffusa la preoccupazione sui cambiamenti climatici e le sue ripercussioni sulle nostre società” racconta così Marta Magnani le sue considerazioni riguardo al grande evento internazionale The Economy of Francesco (EOF) a cui parteciperà nel mese di novembre, insieme a Massimiliano Mariani, responsabile diocesano ACS.

“Accogliere l’invito di Papa Francesco a partecipare a questo evento e ad interiorizzare la Laudato Si’ porta con sé una grande goia e un’altrettanta responsabilità: mi sento onorata di far parte di The Economy of Francesco, ma anche in dovere di dare il meglio di me e dei miei studi per rendere fruttuosi i confronti che già stiamo avendo con gli altri partecipanti”.

Come la pandemia di Coronavirus ha cambiato le tue aspettative su questo evento?

“La pandemia che abbiamo vissuto ha dato a noi partecipanti l’opportunità di conoscerci ben prima della data prevista. Adesso EOF non è più un evento di 4/5 giorni, ma un percorso iniziato a marzo e che continuerà fino a novembre tramite incontri telematici e continui scambi di idee. Penso che, a modo suo, la pandemia ci stia dando l’opportunità di arrivare ad EOF più consapevoli delle nostre idee e della complessa interconnessione dei nostri Paesi. Sono certa che a novembre, quando potremo conoscerci dal vivo, avremo ancora tante cose da dirci e su cui confrontarci, e spero che quanto stiamo preparando riesca ad entrare nel dibattito pubblico una volta completato”.

Su che cosa in particolare state lavorando in attesa di novembre?

Questa condizione di lontananza ci ha fatto sentire responsabili e corresponsabili delle sorti di una medesima casa comune. Questa interconnessione è cuore pulsante di EOF, che al momento sta lavorando per garantire a tutti noi partecipanti la possibilità di confrontarci ed esprimere le nostre idee, seppur a distanza. In particolare ci stiamo focalizzando su come cercare spazi di gratuità e aiuto disinteressato nei tradizionali sistemi economici, in particolare nell’ambito imprenditoriale; e in secondo luogo come cercare concretezza e applicabilità della Laudato Si’.

Marta Magnani parteciperà anche come ospite a un incontro formativo, insieme alla Pastorale Giovanile, che sarà pubblicato sui canali di Azione Cattolica ambrosiana il 18 giugno. Il titolo dell’incontro è “Tempo del noi. There’s no plan(et) B”. [Scopri di più]

Che argomenti affronterai nel tuo intervento?

“Con la quarantena c’è stato un cambiamento delle nostre priorità, che si è esteso necessariamente anche alle nostre modalità di consumo. L’interruzione della vita frenetica di prima, caratterizzata spesso da un consumo ossessivo, che non lasciava spazio per interrogarsi sul senso delle proprie azioni, ci ha portato inevitabilmente ad un nuovo ordine di priorità personali e un nuovo stile di vita. Se prima tendevamo a soddisfare plurimi bisogni, dei quali molti futili perché immediati e a potata di click, in quarantena abbiamo compreso che ciò che tiene la vita salda e stabile non si può spesso comprare su internet (vicinanza ai propri cari, serenità familiare, metodi di e-learning efficienti, etc.). È con queste nuove consapevolezze che poi il nostro consumo si orienta verso una maggiore essenzialità, una maggiore sensibilità agli sprechi, una crescente attenzione alla qualità e alla provenienza di ciò che consumiamo, e soprattutto un maggior desiderio di condivisione (non mi stupirei se la sharing economy si ampliasse sempre di più nei prossimi anni) . Con queste nuove consapevolezze, ci sono finalmente i presupposti per sviluppare “nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione”. (Laudato Si’, 202)”.

Nelle settimane di isolamento sociale c’è stata sicuramente anche un rivalutazione da parte di tutti noi dell’uso del tempo…

“Certamente. Nell’ambito del consumo personale, questo periodo ci ha aiutato a ri-vautare beni essenziali, per lo più immateriali, che davamo per scontato. Uno di questi è il sicuramente il tempo che ci è stato donato. Abbiamo finalmente avuto modo di ascoltare noi stessi e il “grido degli ultimi” che, come abbiamo visto, non è un’eco di qualche Paese lontano, ma è quello dei nostri vicini e dei nostri quartieri. È stato un tempo per riflettere e per assumersi la responsabilità di pensare ad un domani migliore per tutti. Altro bene che davamo per scontato e che abbiamo sicuramente rivalutato sono le Relazioni. Nonostante la distanza fisica, tanti di noi hanno sentito il dover di garantire almeno un minimo di relazione a coloro che rischiavano di rimanere agli estremi della società (anziani, poveri, famiglie bisognose). È con questo spirito che tanti hanno compreso l’importanza del sentirsi comunità e di coltivare relazioni disinteressate che, appunto perché spontanee e profondamente umane, fuori dalle classiche logiche di mercato”.

Intervista di Marta Valagussa

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