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Tomaso Ajroldi – L’incontro programmato

AJROLDI_TOMASO

Di tutto restano tre cose:
la certezza che stiamo sempre iniziando,
la certezza che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino,
della caduta, un passo di danza,
della paura, una scala,
del sogno, un ponte,
del bisogno, un incontro.

 

Questo breve passaggio dal romanzo O encontro marcado del brasiliano Fernando Sabino ci fa pensare alla vita di questi giorni e anche alla nostra associazione.

In questa interruzione penso a quale scala serve per superare la paura, la solitudine, i ritmi di una vita diversa che sembra vuota e spenta senza l’incontro con gli altri; penso e sogno quali sono i ponti che potrò costruire quando le porte delle case riapriranno e le strade si riempiranno; sento la cocente mancanza della relazione, della condivisione, del progettare e costruire insieme e imparo, giorno per giorno, come l’incontro (anche un collegamento in videochiamata, una telefonata, un messaggio) davvero trasforma la nostra vita.

Come socio di AC penso a come riprendere il cammino bruscamente interrotto, tra l’altro nel momento più intenso e atteso del triennio: l’assemblea unitaria (o incontro marcado in portoghese significa l’incontro programmato); un cammino interrotto sulla soglia di una quaresima nella quale l’associazione aveva programmato diverse iniziative di approfondimento e di crescita spirituale.

Per riprendere insieme il cammino, per fare di questa caduta una danza, penso che dovremo ancora una volta mettere in primo piano le relazioni: stiamo in contatto tra noi soci, sentiamoci, video-vediamoci,  condividiamo quello che proviamo in questo momento e quali sono le piccole scale che ognuno di noi costruisce per superare le paure, come anima questa quotidianità ridotta all’essenziale, quali sono i piccoli o grandi passi spirituali in questa vita apparentemente sterile e, non da ultimo, confrontiamoci sui contenuti che l’associazione ci mette a disposizione.

Mi sembra che così potremo ripartire non da dove ci siamo fermati, ma da una posizione diversa, più profonda e forte: quella determinata dall’essere più vicini, più uniti e legati da quel vincolo di fraternità che rende meno faticoso il cammino e più dolce la meta.

 

Tomaso Ajroldi

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