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Un Messaggio di pace… con del carattere! – di Paolo Airoldi e Gaia Boldorini

papa francesco

Leggendo il Messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale della Pace ci siamo soffermati in particolare su almeno due elementi “di stile” che ci hanno colpito in maniera particolare: il primo riguarda il contenuto del messaggio, poiché l’attenzione del Papa è rivolta verso le persone in territori di conflitti armati e violenze, una piaga che persevera anche nei nostri giorni e che non possiamo ignorare; è la stessa sollecitudine che muove anche l’intera Azione Cattolica dei Ragazzi, che quest’anno sceglie di sostenere un progetto in Iraq di assistenza, sensibilità e integrazione di 200 bambini con disabilità (spesso causate dai conflitti). Il secondo elemento riguarda la forma: senza parole inutili, subito si va dritto al punto; con le sue parole Papa Francesco spalanca immediatamente braccia e cuore ai fratelli migranti e ai fratelli rifugiati (coloro che sono fuggiti o stati espulsi per le più varie discriminazioni).

Uno stile non comune oggi. Poca poesia, dove forse non ne serve; tanta misericordia, che invece ne serve a fiumi, e che non vuole rimanere un’astratta compassione: concretezza, vigilanza e responsabilità sono i termini che il Papa utilizza. Una misericordia intelligente, che cioè vuole “leggere dentro”, capire le vere motivazioni che danno vita alla “questione migratoria”.

Non è un discorso generico: il Papa motiva con chiari ragionamenti, e in particolare si rivolge ai governanti, sollecitando accoglienza, promozione, protezione e integrazione, “nei limiti consentiti dal bene comune”. Che bello lo sguardo con cui il Papa ci invita a guardare i migranti che non arrivano a mani vuote! Coraggio, aspirazioni, tenacia, spirito di sacrificio, un carico che ci può arricchire. E’ lo stesso sguardo che “sarà in grado di riconoscere i germogli di pace che già stanno spuntando e si prenderà cura della loro crescita. Trasformerà così in cantieri di pace le nostre città”. Sì, perché è di Pace che si sta parlando, e in modo concreto; il Papa prosegue con 4 “pietre miliari per l’azione” che indicano una strategia per dare possibilità a migranti e rifugiati di trovare quella pace che stanno cercando, e poi conclude proponendo l’approvazione da parte dell’ONU di due Patti internazionali.

Ci rincuora pensare, proprio come ricorderemo nei prossimi giorni, che il nostro buon Dio, che accompagna ogni nostra vicenda umana, è in ugual modo passato per la strada della migrazione (la fuga in Egitto) e della violenza (l’uccisione degli innocenti) in un contesto conflittuale (la sudditanza ai Romani). Ci rincuora sapere che tutti, e in particolare i nostri fratelli migranti, possano contare su un Dio così. E possono contare anche su fratelli che hanno la medesima cura? Ci lasciamo fortemente provocare.

Il nostro augurio che questo S.Natale possa invitarci nella vita di tutti i giorni a non stare fermi, ma a scattare, seguendo la Luce come i magi, e scegliendo di tenerla negli occhi per essere concreti, vigili e responsabili nella costruzione della Pace. “Donaci, Signore, occhi nuovi, frutto di un cuore nuovo: un cuore aperto e accogliente verso tutti”.

Gaia Boldorini e Paolo Airoldi

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