Consigli di lettura Editoriale

Una legislatura con saldo positivo. Nonostante tutto – di Alberto Mattioli

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Chiusa la legislatura, ora la campagna elettorale porta il paese a un voto pieno di incognite. Cinque anni tormentati con tre governi (Letta, Renzi e Gentiloni) nati in parlamento che non sono riusciti a realizzare l’obiettivo primario delle riforme istituzionali. Sull’ambizioso referendum proposto al paese, Renzi non esente da errori è caduto. E così è naufragato il sistema maggioritario da cui si era partiti.

Ne usciamo – al contrario – con il ritorno al proporzionale appena corretto. Un contesto con l’ennesimo ritorno dell’ottuagenario Berlusconi e un consistente M5S nonostante l’evidente impreparazione. I 546 cambi di casacca parlamentari testimoniano l’instabilità ma anche il dilagante malcostume del trasformismo.

Ma ciò nonostante si sono raggiunti risultati insperati. Siamo usciti dall’acuta emergenza e l’economia oggi cresce più del previsto con tante nostre aziende più competitive sui mercati internazionali. Tutte le agenzie internazionali considerano l’Italia affidabile.

E’ innegabile  il consistente recupero occupazionale ove è cruciale che prossimo governo si impegni per affermare di più l’occupazione a tempo indeterminato. Il Piano Industria 4.0 concentrato sulla innovazione d’impresa aiuta ad affrontare i cambiamenti tecnologici necessari per vincere le sfide dei mercati. Oltre a questo non vanno dimenticati tanti altri provvedimenti positivi quali il rilancio da record del sistema culturale-museale e la crescita dell’Agricoltura ove non va scordata la legge contro il caporalato. Le crisi bancarie che tanto hanno fatto discutere, sono state comunque gestite salvando i risparmiatori.

Sul versante dei diritti è mancata l’approvazione dello Ius Solis ma rimangono provvedimenti storici quali quelli delle unioni civili, il reato di tortura, la legge sui minori non accompagnati, le misure contro la violenza alle donne, la Legge sul dopo di noi e il biotestamento. E’ stata varata la riforma complessiva del Terzo Settore ed è stato introdotto il reddito di inclusione (Rei). La giusta introduzione della vaccinazione obbligatoria ha visto reazioni irresponsabili di alcune forze per qualche voto in più. Buoni risultati anche sul fronte dell’emergenza immigrazione e lotta ai trafficanti di esseri umani che certo rimangono fragili e da consolidare anche con una maggiore collaborazione Europea.

Sul versante internazionale abbiamo retto gli scossoni derivanti dalla Brexit e dal cambiamento di leadership francese rimanendo perno essenziale per la stabilità dell’Ue assaltata da populismi. Certo è una Ue che dovrà cambiare diversi registri. Il terrorismo jihadista è stato sconfitto anche grazie al prezioso lavoro dei nostri servizi.

Ora non possiamo permetterci il lusso dell’instabilità e incompetenza. La credibilità della classe dirigente è moneta sonante con ripercussioni immediate sull’economia. Se non ci sarà l’affermazione netta di una parte, occorrerà che i partiti abbiano la sapienza pratica e politica per una soluzione che eviti la dissipazione dei risultati conseguiti evitando però pastrocchi di bassa lega.

Alberto Mattioli

4 Commenti

  • In effetti questi governi si sono distinti per la tutela dei diritti delle minoranze. Ma per esempio cosa è stato fatto per le famiglie…… soprattutto famiglie con i figli? Nulla. Il nostro è un paese dove si fanno “battaglie” politiche e ideologiche per le minoranza, ma per la maggioranza delle persone non si fa nulla. Troppi diritti, ma pochi doveri da rispettare. Oggi se insulti una persona per la sua diversa tendenza sessuale ( e sono minoranze) finisci in tribunale, se lo insulti per il suo credo religioso o per o politico, ecc… non succede nulla.

  • Carissimi, innanzitutto grazie per i vostri commenti. Ovviamente il pezzo ha il limite della brevità ed è di carattere generale. Nei singoli provvedimenti avrei anche io distinzioni da fare. Ad esempio quello sulle unioni civili ha aspetti critici che comprendono ma in generale il provvedimento era ora i necessario per Carcare di dare quadro normativo a fenomeni non marginali che esistono oramai nella nostra società. La questione famiglia, cruciale per paese, si trascina da decenni; vi sono interventi specifici e generali su cui agire. Generale è che le future famiglie potranno formarsi se il benessere economico riprende a crescere e sopratutto si affermino possibilità di lavoro stabile che consentano di investire su futuro. Anche la tenuta del sistema pensionistico è importante. Specifici sono quei sostegni diretti a famiglie con figli che hanno bisogno di detrazioni e servizi per reggere il carico, qui certo si dovrà fare di più e nel bailamme di questa campagna elettorale occorre individuare chi propone soluzioni attendibili e fattibili, ma senza perdere di vista la questione lavoro che è prioritaria secondo mio modesto parere. Cari saluti

  • Caro Alberto,

    grazie per la tua risposta. Volevo solo precisare il mio pensiero sulle unioni civili. Posso concordare sul fatto che il fenomeno delle convivenze tra persone dello stesso sesso fosse laicamente da regolare. Considerato nel primo anno di applicazione della legge il numero totale delle unioni civili sembra attestarsi intorno a 3.000 (e stiamo parlando del primo anno, quando tutte queste coppie ansiose di unirsi civilmente avrebbero dovuto intasare i municipi) mi fa pensare che la questione non fosse così urgente come ci è stata presentata, e che monopolizzare sulla stessa il dibattito pubblico per più di 6 mesi sia stato un sproposito, considerati i problemi ben più gravi e diffusi che ha il nostro Paese.

    Ma, a parte questo, sappiamo tutti che è stato di fatto istituito un simil matrimonio in spregio all’art. 29 della Costituzione e alla sua chiara interpretazione fornita dalla Corte Costituzionale (non dalla CEI) nel 2010. Non a caso nell’opinione pubblica è passata l’idea che tale o talaltra coppia omosessuale non si unisce civilmente, ma semplicemente si sposa.

    Ecco, io penso che una pessima legge sia peggio di nessuna legge, considerato appunto che non eravamo di fronte a un urgente dramma sociale di massa da regolare in un modo qualsiasi.

    Un caro saluto.

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