Consigli di lettura Editoriale

“Ut unum sint” – Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – di Alberto Ratti

papa francesco bartolomeo

Si rinnova anche quest’anno, dal 18 al 25 gennaio 2018, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Si tratta di un appuntamento non scontato che impegna le Chiese cristiane in ogni Diocesi e in ogni territorio del nostro Paese. I cristiani non si lasciano impaurire né sopraffare dal clima di violenza, intolleranza e paura del diverso che sembra segnare in maniera incontrovertibile il nostro tempo e, anzi, provano a dare risposte concrete a questa rassegnazione e a questo smarrimento; guidati dal Vangelo della pace e della giustizia, rispondono al male con il bene, all’odio e all’inimicizia con l’amore, all’indifferenza con l’accoglienza. Ascolto, vicinanza e comprensione sono le caratteristiche che li contraddistinguono rispetto a coloro che seminano zizzania.

Il tema per la settimana indicato dai leader delle Chiese cristiane in Italia è “Potente è la tua mano, Signore” (Esodo 15,6). Il versetto dell’Esodo è il grande canto di lode a Dio innalzato da Mosè dopo il passaggio del mare e l’uscita dall’Egitto. Il canto celebra la vittoria di Dio sul potere del male e della schiavitù.

Nel messaggio per la Settimana di preghiera – sottoscritto dalla Chiesa Cattolica, dalla Federazione delle Chiese evangeliche e dalla Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e di Malta – si sottolinea come essere cristiani oggi significhi innanzitutto “credere alla forza di un Dio che non si rassegna al male e all’ingiustizia, ma opera per liberare e salvare”.

L’amore che discende da Cristo, pertanto, non è un sentimento o non sono buone azioni messe l’una accanto all’altra, ma è una forza di bene che agisce e trasforma il presente, che si mette in moto per migliorare le situazioni, che non tiene le mani in tasca ma che si rimbocca le maniche e si sporca nel terreno e con i problemi della vita quotidiana.

Scrivono le varie Chiese: “Occorre risvegliare in Europa la coscienza della forza del male e mettersi in ascolto del grido dei poveri e del grido di dolore della nostra madre terra, violentata e inquinata dagli interessi di pochi”.

Le comunità cristiane non possono rimanere indifferenti di fronte ai grandi cambiamenti della nostra epoca, ai fenomeni migratori sempre più accentuati e frequenti, al consumo sproporzionato delle risorse del nostro pianeta. Guidati dal Vangelo, solo una testimonianza comune e condivisa può essere credibile e smuovere le coscienze e le menti addormentate del Continente.

Nel nostro Paese, a questo scopo, sta prendendo forma la possibilità della creazione di una Consulta unitaria ecumenica delle Chiese in Italia: si tratta di un organismo che favorirebbe ancora di più l’incontro stabile e fruttuoso fra le varie confessioni, “segno della volontà di continuare insieme il cammino intrapreso negli ultimi anni, con l’intenzione di avere un organo di collegamento e consultazione agile e veloce per poter intervenire come cristiani sui temi di attualità o di emergenza e promuovere iniziative comuni”.

L’ecumenismo e il dialogo fra fratelli cristiani, quindi, possono essere l’antidoto e la speranza per un futuro migliore di pace, concordia e solidarietà.

Alberto Ratti

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