Giovani Giovani

Vangelo del giorno – Domenica

ascolto parola

DMENICA 14 APRILE

Vangelo secondo Giovanni 11,55-57.12,1-11

Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?». Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché essi potessero prenderlo. Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. Equi gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

COMMENTO

Nel Vangelo di oggi Gesù è al centro delle attenzioni di diversi protagonisti.
La folla dei Giudei lo cerca per incontrarlo, per conoscerlo, per ascoltare la Sua parola. È testimonianza del fatto che il seguito di Gesù sta crescendo, è attesa la sua venuta a Gerusalemme. Anche i sommi sacerdoti e i farisei lo cercano per condannarlo a morte, perché vedono in questo uomo venuto da Nazaret un pericolo per la loro comunità. Maria lo accoglie cospargendogli i piedi di olio profumato, un gesto di ringraziamento e di devozione per aver riportato il fratello Lazzaro alla vita. Il gesto di Maria viene sottolineato da Giuda, che con la scusa dell’aiuto ai poveri rivela il suo istinto di ladro, attaccato al denaro e a nient’altro. Da una parte quindi troviamo la devozione, l’amore, la fede verso il Cristo, dall’altro troviamo la diffidenza, l’avidità, la rabbia e il desiderio di morte di chi non riconoscendo Gesù come il figlio di Dio, decide di eliminarlo. Molto spesso anche a noi capita di allontanarci dalla fede, spinti dagli stessi sentimenti che possono aver spinto Giuda o i sommi sacerdoti, l’avidità, la rabbia, il rancore, le tentazioni terrene. Possa invece il gesto gratuito di Maria esserci da guida nella vita in generale, e nello specifico in questa Settimana Santa. Perché ogni tanto, anche se in una vita frenetica e piena di impegni, mettersi in ginocchio e ringraziare Dio, vale più di molte parole.

Domande:

–          Quando è stata l’ultima volta che abbiamo fatto/ricevuto un gesto completamente gratuito?

–          Ci rivolgiamo a Dio più spesso per richiedere qualcosa o per ringraziarlo?

Preghiera

Ti chiediamo, Signore Gesù,
di guidarci in questo cammino
verso Gerusalemme e verso la Pasqua.
Ciascuno di noi intuisce che tu,
andando in questo modo a Gerusalemme,
porti in te un grande mistero,
che svela il senso della nostra vita,
delle nostre fatiche e della nostra morte,
ma insieme il senso della nostra gioia
e il significato del nostro cammino umano.
Donaci di verificare sui tuoi passi
i nostri passi di ogni giorno.
Concedici di capire, in questa settimana che stiamo iniziando,
come tu ci hai accolto con amore,
fino a morire per noi,
e come l’ulivo vuole ricordarci
che la redenzione e la pace da te donate
hanno un caro prezzo,
quello della tua morte.
Solo allora potremo vivere nel tuo mistero
di morte e di risurrezione,
mistero che ci consente di andare
per le strade del mondo
non più come viandanti
senza luce e senza speranza,
ma come uomini e donne
liberati della libertà dei figli di Dio.

Carlo Maria Martini

 

 

 

 

 

 

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