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Vangelo del giorno – Giovedì

ascolto parola

GIOVEDì 22 FEBBRAIO

Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 20-26

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Commento

La radicalità di questa Parola di Gesù non lascia spazio ad interpretazioni di comodo. L’amore e il perdono fraterno sono elementi imprescindibili della vita di ogni discepolo, tanto che ogni azione o parola contraria rivolta ad un nostro fratello verrà giudicata duramente, alla fine del mondo. Eppure l’intento di Gesù non è quello di presentare Dio come un giudice inflessibile e spaventoso, ma di ricordare che siamo tutti bisognosi del Suo perdono. Per questo Dio ci chiede di perdonare il nostro prossimo, in caso contrario non saremmo neanche lontanamente in grado di comprendere il perdono che Egli ha accordato a noi. Le parole di Gesù ci invitano inoltre a ripensare alle nostre relazioni interpersonali, a domandarci se e quando abbiamo fatto prevalere la logica dell’amore, della misericordia nei confronti del fratello e non, invece, quella della durezza del cuore, preoccupati solo di noi stessi e dimentichi del nostro prossimo.

Preghiera

 Padre, rendici degni
di servire i tuoi figli e nostri fratelli,
che in mezzo al mondo vivono e muoiono
nella povertà e nella fame.

Da’ loro, attraverso
le nostre mani e il nostro cuore,
il pane quotidiano, la pace e la gioia.

Padre, donaci oggi e sempre
la fede che sa vedere e servire
Gesù, tuo Figlio, nei poveri.

Fa’, o Padre, che diventiamo un tralcio
genuino e fruttuoso di Gesù, vera vite,
accettandolo in noi
come la verità che dobbiamo annunciare,
come la vita che dobbiamo vivere,
come la luce che dobbiamo accendere,
come l’amore che dobbiamo comunicare,
come la via che dobbiamo percorrere,
come la gioia che dobbiamo donare,
come la pace, che dobbiamo diffondere,
come il sacrificio che dobbiamo offrire
per la salvezza del mondo.

(Madre Teresa di Calcutta)

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