Giovani Giovani

Vangelo del Giorno – Lunedì

ascolto parola

LUNEDì 19 FEBBRAIO

Lettura del Vangelo secondo Matteo 5, 1-12a

In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: / «Beati i poveri in spirito, / perché di essi è il regno dei cieli. / Beati quelli che sono nel pianto, / perché saranno consolati. / Beati i miti, / perché avranno in eredità la terra. / Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, / perché saranno saziati. / Beati i misericordiosi, / perché troveranno misericordia. / Beati i puri di cuore, / perché vedranno Dio. / Beati gli operatori di pace, / perché saranno chiamati figli di Dio. / Beati i perseguitati per la giustizia, / perché di essi è il regno dei cieli. / Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Commento

Il Vangelo delle Beatitudini ci ricorda che Dio, usando l’espressione “Beati voi!” si occupa della felicità dell’uomo, se ne prende cura. Lo dichiara in maniera insolita per i nostri schemi mondani: proclama felici i poveri, le persone non violente; sembra volerci dire che il mondo non apparterrà mai al più forte.
Il primo passo da fare è quello della purificazione del nostro sguardo: se inseguiremo con ostinazione la volontà di potenza e di affermazione sugli altri, non potremo mai avere accesso al senso vero delle Beatitudini e, perciò, alla nostra profonda e piena felicità.
Accogliere il Vangelo delle Beatitudini significa in qualche modo accogliere la promessa di felicità che il Signore ci ha rivolto e ci rivolge ogni giorno, il Suo desiderio di comunione con noi, Suoi discepoli, perché possiamo diffondere e rendere presente il Suo Vangelo.

DOMANDE

Domandiamoci, illuminati dalla Parola, se davvero sappiamo accettare quei segni di povertà che possono riguardarci, se sappiamo chiedere con umiltà il perdono di Dio ed invocare la Sua misericordia, come fa un povero, e se sappiamo coltivare uno spirito di mitezza  di pace nelle nostre relazioni, in famiglia e sul lavoro.

PREGHIERA

Gesù, sei nel mio cuore.
Io credo nel tuo amore fedele per me.
Custodiscimi nel tuo cuore, perché io ti appartenga.
Nulla mi separerà dal tuo amore. 
Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore mite e umile come il tuo.
Io ti appartengo e tu puoi fare di me qualsiasi cosa ti piaccia, e nulla mi separerà dal tuo amore.
Insegnami come dare la tua mitezza, la tua bontà, il tuo pensiero che sazia,
cosicché tutti possano capire e vedere quella mitezza, quella bontà, quel pensiero che sazia.
Possano accorgersi che io ti appartengo.

(Madre Teresa di Calcutta)

ADORO IL LUNEDI’

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