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Vangelo del giorno – Martedì

ascolto parola

MARTEDI’ 27 MARZO

Lettura del Vangelo secondo Matteo 26, 1-5

In quel tempo. Terminati tutti questi discorsi, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso».
Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».

COMMENTO

“Se ci sono fili di lana tagliati netti dalle forbici, ci son fili di maglia che giorno per giorno si consumano sul dorso di quelli che l’indossano” (Madelaine Delbrel, La passione delle pazienze). Gesù sta per essere consegnato nelle mani di chi vuole ucciderlo, di chi vuole tagliare di netto il filo della sua vita. La sua esistenza, per tanti anni, era stata un filo di lana consumato piano piano nella quotidianità di Nazareth e poi, durante l’intenso ultimo periodo di predicazione itinerante, sul dorso dei vari pubblicani, farisei, ammalati ma anche amici (come quelli di Betania)… Gesù ha sempre interpretato la sua vita come un dono: ora è il momento del suo compimento. Che si svolge tuttavia dentro una storia fatta di meschinità, intrighi e tradimenti, complotti, malizie; il paradosso è chiaro: i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo, coloro che si consideravano “giusti”, si riuniscono per farlo morire attraverso un inganno… proprio nei giorni della festività religiosa più importante, la Pasqua, quella festa in cui celebravano la gioia di un Dio che salva e che libera! Questa doppiezza ferisce e fa interrogare: in fondo il cuore dell’uomo è sempre lo stesso, e spesso non si rende conto di alcuni atteggiamenti sedimentati, doppi, paradossali. E Gesù, e l’annuncio del Vangelo, in qualche modo subisce tutto ciò. Lo subisce, lo attraversa, e – dove trova disponibilità – sana, libera e appunto dona (la sua) vita.

DOMANDE

• Quali sono le situazioni in cui sono chiamato a stare con un amore paziente e quotidiano?

• Quali meschinità e doppiezze, incoerenti con la mia fede cristiana, utilizzo negli ambienti della mia vita quotidiana?

• Quando io e ne sono vittima, come reagisco? riesco a non rispondere al male con il male, ma ad accettare anche una certa croce, amando i miei nemici, come Gesù?

PREGHIERA
Adorando insieme la croce, segno della nostra salvezza,
chiediamo umilmente perdono per noi,
per le colpe di cui noi ci siamo macchiati;
chiediamo perdono anche a nome di tutti coloro che non sono qui
e non sanno chiedere perdono al Signore per le loro colpe.
Essi non sanno di quanta gioia e di quanta pace
il loro cuore sarebbe pieno se sapessero farlo.
Chiediamo perdono a nome di tutta l’umanità,
del tanto male commesso dall’uomo contro l’uomo,
del tanto male commesso dall’uomo
contro il Figlio di Dio, contro il salvatore Gesù,
contro il profeta che portava parole di amore.
E mettiamo la nostra vita nelle mani del crocifisso
perché egli, redentore buono, redima e salvi il nostro mondo,
redima e salvi la nostra vita col conforto del suo perdono.

Carlo Maria Martini

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