Giovani Giovani

Vangelo del Giorno – Sabato

ascolto parola

SABATO 24 MARZO

Lettura del Vangelo secondo Mt 11, 25-30

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, “e troverete ristoro per la vostra vita”. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Commento
Come se il messaggio dei Vangeli di questa settimana non fosse stato chiaro, oggi ci viene ribadito l’invito a farci umili e miti, cioè piccoli: questa è la strada per conoscere la grandezza del mistero di Gesù. Abbiamo bisogno di un cuore come quello dei piccoli per aprirci a Dio (è la povertà di spirito delle beatitudini, quindi della felicità). Solo i poveri, gli ultimi, i piccoli hanno saputo accogliere e comprende la predicazione di Gesù, cioè la parola di Dio, non i dotti e i sapienti. Questo passo è una dichiarazione d’amore, di tenerezza e misericordia per coloro che apparentemente sembrano più deboli, ma in realtà, grazie alla loro purezza di cuore, sono capaci di accettare con entusiasmo e naturalezza il messaggio di salvezza. La questione non è che Dio ci vuole ignoranti, dobbiamo fare attenzione ! Dio ci aiuta a discernere su cosa sia conoscenza e cosa saggezza. Non è il sapere tante cose che rende saggi, ma la capacità di riconoscere nella sua Parola la buona novella. È il credere, è l’atto di fede che fa la differenza, che fa l’uomo saggio capace di stupirsi e affidare pienamente la sua vita. Il Vangelo ci dice che non è nella dottrina, nei precetti e nel moralismo che si comprende Dio, perché Egli non è teoria né ordini né rigorismo: Dio è amore ! Il carico dei comandi e della dottrina stanca e opprime, perché blocca e irrigidisce al rispetto della forma, allontana dalla semplicità di un Amore totale che sa cogliere il vero bene dell’uomo. Dio, invece, che ha scelto di valorizzare la nostra umanità, facendosi uomo con Gesù, dà ristoro e respiro, perché abbraccia e spalanca il nostro cuore scegliendo la logica dell’amore.

Domande per riflettere
Come vivo il Vangelo nella mia vita: è precetto e dottrina da rispettare o invito all’Amore che sa abbracciare la mia umanità? Nella mia quotidianità riesco ad individuare e, di conseguenza, vivere quelle ‘cose che Dio ha nascosto ai sapienti e rivelato ai piccoli’? Cosa significa avere un cuore umile e mite? Di chi e cosa mi circondo per imparare a farmi piccolo? Desidero scegliere la logica dell’Amore per trovare “ristoro per la vita”?

Preghiera
Gesù sei nel mio cuore.
Io credo nel tuo amore fedele per me.
Custodiscimi nel tuo cuore, perché io ti appartenga.
Nulla mi separerà dal tuo amore.
Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore mite e umile come il tuo.
Io ti appartengo e tu puoi fare di me qualsiasi cosa ti piaccia, e nulla mi separerà dal tuo
amore. Insegnami come dare la tua mitezza, la tua bontà, il tuo pensiero che sazia,
cosicché tutti possano capire e vedere quella mitezza, quella bontà, quel pensiero che
sazia. Possano accorgersi che io ti appartengo.
(Madre Teresa di Calcutta)

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