Giovani Giovani

Vangelo del Giorno – Sabato

ascolto parola

SABATO 08 DICEMBRE

Lettura del Vangelo secondo Luca 1, 26-28

 In quel tempo.

L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Commento:

La liturgia di oggi, festa dell’Immacolata Concezione, ci propone come brano evangelico l’inizio del racconto dell’Annunciazione. In poche righe vengono elencati sette nomi propri di luoghi e persone: non un numero a caso, ma proprio “sette”, numero che simboleggia la pienezza, per indicarci che la venuta di Dio coinvolge la totalità della nostra vita.

“L’Angelo fu mandato da Dio” in un giorno qualunque, in luogo qualunque – anzi, addirittura in un villaggio della periferia, mai stato nominato nelle Scritture – in un semplice casa di una fanciulla qualunque. Dio entra nel mondo dal basso e sceglie la via della periferia, sceglie di manifestarsi nella normalità della vita di ogni giorno, in una casa, simbolo dell’intimità, della protezione e dell’accoglienza. La prima parola dell’Angelo non è un saluto, ma un invito: Rallegrati! Gioisci! Sii felice! C’è qualcosa di nuovo, si parla di qualcosa di buono e raro che ricerchiamo tutti i giorni: la gioia. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicità.

Subito dopo viene spiegato il motivo per cui essere felici: sei “piena di grazia”. Maria è riempi­ta di tenerezza, di simpatia, d’amore, della vita stessa di Dio. Il nome di Ma­ria è «amata per sempre». Il suo ruolo è ricordare quest’amore che dà gioia e che è per tutti.  L’angelo aggiunge:” Il Signo­re è con te”. È molto confortante: in questa mia vi­ta inadeguata e distratta, il Signore è sempre con me. L’angelo fa eco alla parola più volte ripetuta nell’Antico Testamento: “Io sono con te, dovunque andrai”. E quando Gesù lascerà i suoi, l’ultima parola sarà eco del­la prima: “Io sarò con voi tut­ti i giorni”, fino al consumar­si del tempo, al compiersi dell’incarnazione.

Nella giornata dell’Adesione all’Azione Cattolica, chiediamo a Maria di aiutarci ad essere testimoni della gioia del Vangelo per far crescere in noi un’umanità nuova che assomigli sempre più all’umanità di Gesù.

Domande:

Mi accorgo che Dio entra e si manifesta nella quotidianità della mia vita?

Faccio della mia “casa” un luogo di accoglienza o un fortino in cui difendermi?

Sono un cristiano che felice?

Preghiera

Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio.

Mi ha rivestito con le vesti di salvezza,

mi ha avvolto con il manto della giustizia.

Come uno sposo che si cinge il diadema,

come una sposa che si adorna di gioielli.

Come la terra fa germogliare i semi,

così il Signore farà germogliare la giustizia.

 

Nessuno ti chiamerà più “abbandonata”,

né la tua terra sarà più detta “devastata”

ma tu sarai chiamata “mio compiacimento”

e la tua terra “sposata”,

perché di te si compiacerà il Signore

e la tua terra avrà uno sposo.

 

Per amore di Sion non mi terrò in silenzio,

per amore di Gerusalemme non mi darò pace,

finché non sorga come stella

la sua giustizia, la sua salvezza non risplenda come lampada.

Allora i popoli vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria,

ti si chiamerà con un nome nuovo,

che la bocca del Signore avrà indicato.

 

Sarai una magnifica corona nella mano del Signore,

un diadema regale nella palma del tuo Dio.

Si, come un giovane sposa una vergine,

così ti sposerà il tuo creatore,

come gioisce lo sposo per la sposa, così per te gioirà il tuo Dio.

 

(Isaia 62)

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