Giovani Giovani

Vangelo del Giorno – Sabato

ascolto parola

SABATO 25 Novembre 2017

Lettura del Vangelo secondo Matteo 12, 43-50

Quando lo spirito immondo è uscito dall’uomo, se ne va per luoghi senza acqua, cercando riposo e non lo trova. Allora dice: Tornerò nella mia casa, dalla quale sono uscito. E, venuto, la trova sgombra, pulita e bella. Allora va e prende con sé altri sette spiriti più cattivi di lui ed entrati vi prendono dimora; e la fine dell’uomo è peggiore di quella di prima. Così sarà anche per questa generazione perversa. Mentre egli ancora parlava alle folle, ecco la madre e i suoi fratelli stavano fuori, cercando di parlargli. Ora qualcuno gli disse: ecco tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori, cercando di parlarti. Ora, rispondendo, disse a chi gli parlava: chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? E stesa la sua mano sui suoi discepoli, disse: ecco mia madre ed ecco i miei fratelli! Perché chiunque faccia la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è mio fratello, sorella e madre.

COMMENTO
In questo brano, che chiude il lungo discorso che Gesù sta facendo ai farisei, qualcuno cerca Gesù. E non la solita folla, ma delle figure precise: la madre e i fratelli. Una scena quotidiana, che succede anche a noi, quando qualcuno ci dice “guarda che la mamma ti stava chiamando e anche Lele e Franci avevano bisogno di te prima di là in salotto”. E Gesù risponde in un modo che alle nostre mamme di un tempo non sarebbe piaciuto (scappellotto assicurato!). Due pensieri suscita questa reazione. Primo, Gesù non si fa rinchiudere, non è di qualcuno in modo esclusivo. Come quando da piccolo al tempio, Gesù risponde a Maria “Non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio?”. Gesù è di Dio Padre. Secondo, Gesù allarga. Cosa sta dentro e fuori dal concetto di famiglia? Certamente vi è un contesto famigliare intimo e ristretto, quello dei legami di sangue. Ma poi vi è una famiglia umana e al suo interno vi è la famiglia della Chiesa. E chi sta dentro in questa famiglia? “…chiunque faccia la volontà del Padre”. E allora per Gesù, l’appartenenza o meno alla sua famiglia, è il fare la volontà del Padre, rispondere ad una chiamata amorosa. Questa è la cifra che ci contraddistingue come famigliari di Gesù. E se questo è vero, cosa implica nelle nostre comunità cristiane? E cosa implica nella famiglia umana allargata? È meraviglioso quanto Gesù volta per volta, apra situazioni ed orizzonti prima impensabili. Tutte le parole che abbiamo letto questa settimana portano ad un’apertura. Ma ad un’apertura consapevole, non buonista o ingenua. Un’apertura che ci compromette perché ci fa mettere profondamente in gioco. E ci chiede di comprometterci in primo luogo all’interno di quel nucleo originario e determinante che è la famiglia di sangue, prima comunità e palestra dell’amore fraterno. Ci chiede di comprometterci nel cercare di stringere legami.

DOMANDE
– Che posto ha e che influsso ha, la mia famiglia prima e la comunità più allargata poi, nel mio modo di vivere la fede?
– Cosa sto facendo per cercare di cambiare la spinta al rinchiudersi all’interno dei nostri piccoli nuclei e gruppi? Cosa sto facendo per cercare di cambiare l’individualismo diffuso?

PREGHIERA

(Salmo 132)
Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.
È come la rugiada dell’Ermon,
che scende sui monti di Sion.
Perché là il Signore manda la benedizione,
la vita per sempre.

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