Giovani Giovani

Vangelo del giorno – Venerdì

ascolto parola

VENERDI’ 7 DICEMBRE

Lettura del Vangelo Secondo Giovanni 9,40a¸10, 11-16

In quel tempo.

Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.

Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore».

COMMENTO

Il brano di Giovanni si apre con una rivelazione: Cristo si presenta a noi come il “buon pastore”. Il significato di tale rivelazione si coglie nella relazione particolare che c’è tra il buon pastore e le pecore. La bontà del pastore deriva dal fatto che non solo conosce le sue pecore, una ad una, ma anche dal suo essere addirittura pronto a dare la vita per loro. Le pecore a loro volta conoscono il pastore perché ne ascoltano la voce: esse lo ascoltano perché sanno che possono fidarsi di lui, in quanto ne hanno fatto esperienza. Nelle parole di Gesù – “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore” – sembra quasi esserci l’eco di altre parole, quelle con le quali Dio si presenta agli Israeliti: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile” (Es 20, 2). In entrambi i casi infatti noi troviamo in Dio una guida alla quale non possiamo che rivolgerci con gratitudine: è proprio dall’essere grati a Dio che deriva l’atteggiamento di ascolto. L’ascolto non viene meno perché basato sulla conoscenza, non quella frutto di un processo intellettuale, ma piuttosto risultato di una esperienza della presenza di Dio nella nostra vita; tale conoscenza è il primo passo dell’amore.

Un altro aspetto che colpisce è che il pastore si prende cura di tutte le pecore indistintamente, chiama a sé ed ama anche quelle che provengono da recinti differenti. Dio chiama tutti a una vocazione particolare: vivere nell’unità, essere un solo popolo.

Domande

Quale esperienza ho di Dio? Mi metto in ascolto?

Sono grato/a  a Dio, mi fido di Lui?

A chi/a cosa mi rivolgo quando sono in difficoltà?

Mi sento partecipe della comunità cristiana?

Cosa faccio per contribuire all’unità della comunità?

Preghiera

 

Gesù, Tu mi chiami e io ti ascolto.

A volte mi sento fragile e indifeso come una pecora smarrita.

A volte mi sento solo come una pecora lontana dal gregge

e la mia solitudine e fragilità mi schiacciano e divorano.

Vorrei avere un GPS che mi indichi la strada, ma non lo trovo, non lo posseggo

e allora mi perdo nella brughiera e inciampo tra le rocce.

Ma Tu mi chiami e io ti ascolto.

Ti riveli a me e io non posso che amarti,

perché  Tu sei il mio buon pastore,

che attraverso il deserto della vita,

mi riconduci all’ovile.

Tu mi chiami e io ti ascolto

e ti sento tra questi miei fratelli e queste mie sorelle.

Sì ora ti sento nel mio essere tua creatura.

Amen

 

 

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