Giovani Giovani

Vangelo del giorno – Venerdì

ascolto parola

Venerdì 24 Novembre

VANGELO SECONDO MATTEO 12, 38-42

Allora gli risposero alcuni scribi e farisei, dicendo: Maestro, vogliamo vedere un segno da parte tua. Ora egli, rispondendo, disse loro: Una generazione perversa e adultera ricerca un segno; e segno non le sarà dato, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti rimase Giona nel ventre del cetaceo tre notti e tre giorni, così sarà il Figlio dell’uomo nel cuore della terra tre giorni e tre notti. Gli uomini di Ninive sorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno, poiché si convertirono all’annuncio di Giona; ed ecco più di Giona qui! La regina di Noto risusciterà nel giudizio con questa generazione e la giudicherà, poiché venne dai confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone; ed ecco più che Salomone qui!

COMMENTO
Chiediamo sempre segni, allora come oggi. Non è cambiato un granché dagli anni di predicazione di quel Nazareno nell’ultima provincia Romana a noi globalizzati uomini e donne del terzo millennio. Come possiamo davvero sapere che Dio esiste? E che ci ama? Ed è buono? Allora, per rispondere alla nostra sete di domande, poniamo delle condizioni: Dio se esisti fa’ che… E a volte me lo immagino…mi vedo Dio, tenero, con un taccuino che annota, tutte le nostre richieste. Richieste buone e legittime, spesso, ma anche no. Questo non è il metro di misura di Dio. Non è il modo di operare di Dio nella storia. Forse Dio non vuole essere ricordato come un infallibile mago Merlino… Gesù è severo: non ci sarà dato nessun segno, solo quello di Giona. Giona è un profeta che, di malavoglia, ha chiesto ai cittadini di Ninive di convertirsi. E questi, udite, udite! lo hanno fatto, dal re fino all’ultimo schiavo si sono pentiti e hanno chiesto perdono. Il segno che ci è dato è quello della predicazione, della Parola, della profezia, nulla di più. Il grande segno, per noi discepoli, è la morte e resurrezione del Signore. Forse dovremmo smetterla, allora, di correre dietro ai segni prodigiosi, a cercare il miracolo più strano, la manifestazione più bizzarra: non sono i segni che convertono! Davanti alla resurrezione di Lazzaro (cfr Gv 11), qualcuno si prese la briga di correre a Gerusalemme per denunziare e far uccidere Gesù…

DOMANDE
– Sappiamo chiedere la grazia di saper vedere i segni di cui Dio cosparge il nostro cammino? O siamo sempre presi dal chiedere nuove prove per non essere mai costretti a fidarci di lui?
– Sappiamo riconoscere di essere persone alla scuola di Gesù? Di dover imparare a non richiedere altri segni ma di chiedere il dono del discernimento per custodire il dono dell’amore di Dio che si manifesti nell’altro che incontro sulla mia strada?

PREGHIERA
“Ti preghiamo Signore, donaci di riconoscere in ogni cosa la tua mano amorevole spalanca un varco nelle nostre città in festa, che Dio trovi ancora qualche albergo, qualche casa in cui c’è posto per l’inimmaginabile. Ti preghiamo perché non cerchiamo più Dio in altri luoghi, non imprechiamo più contro la sua assenza: egli è qui, segno tangibile, bambino, consegnato alla nostra storia…”

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