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Zona Varese: Come è andata la Festa della Pace?

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I semi buoni della Festa della Pace 2018 – Zona Pastorale 2

La festa della pace ormai da decenni caratterizza il percorso dell’Azione Cattolica dei Ragazzi di tutta la diocesi di Milano e da diversi anni è vissuta e promossa a livello unitario nelle singole zone pastorali. L’anno scorso abbiamo costruito la pace con Ernesto Olivero e gli amici del Sermig, quest’anno abbiamo compiuto “SCATTI DI PACE”, posizionando il cavalletto in una prospettiva del tutto particolare! L’Azione Cattolica dei Ragazzi è un percorso di fede che ha come cardini: l’esperienzialità (mani in pasta!), l’essere apostoli da ragazzi (forte legame tra fede e vita!), una forte spiritualità (scommettiamo sulla vita interiore dei più piccoli), tutto vissuto con un ampio respiro di Chiesa (decanale, zonale diocesano e …nazionale!).

La festa di quest’anno si è andata ad integrare col cammino dei giovani di AC del decanato di Gallarate, che consiste in un percorso interreligioso di conoscenza e amicizia con le diverse realtà del territorio, e che ha preso il via con la collaborazione con alcuni giovani della comunità islamica della città. Per questo motivo il pomeriggio di domenica 21 gennaio è stato un appuntamento rivolto a ragazzi ed adulti all’insegna del dialogo tra le religioni “del Libro”.

La festa ha avuto inizio all’oratorio del Centro di Gallarate dove, dopo i saluti festa pace varese 1istituzionali da parte di alcune rappresentanze religiose e cittadine (il sindaco di Gallarate, un messaggio audio di Don Franco Agnesi, e dell’assistente di zona Don Daniele Gandini), i ragazzi hanno affidato al cielo palloncini con i loro messaggi di pace.

Il pomeriggio è proseguito con due proposte. Come è distintivo dello stile ACR, i ragazzi (di diverso credo religioso) sono stati i veri protagonisti! Con giochi e attività a loro misura, hanno scoperto alcuni grandi personaggi premi nobel per la pace, hanno affrontato una gincana per “abbattere muri e costruire ponti” e hanno gareggiato per creare unitariamente la bandiera della pace! È proprio vero… “scatenate la gioia, oggi qui si fa festa, dai cantate con noi, qui la festa siamo noi!”

I giovani e gli adulti hanno invece partecipato ad una tavola rotonda interreligiosa sul tema della pace nell’Aula Magna dell’Istituto Sacro Cuore. Al dibattito sono intervenuti: Miriam Camerini, studiosa di ebraismo, monsignor Ivano Valagussa, prevosto di Gallarate, padre Vladimir Khomenko, prete della comunità ortodossa di Varese e Djellil Ayed, Imam di Gallarate. I relatori hanno dato voce al tema della Pace a partire da tre punti di vista: cosa significhi “Pace” all’interno della loro fede, quale sia la responsabilità delle religioni nelle società di oggi riguardo al tema della Pace e cosa voglia dire “Pace” per un credente. I 250 presenti in sala erano appartenenti alle varie confessioni religiose rappresentate alla tavola rotonda.

Quali i semi buoni della festa?

Questa festa è stata importante non solo perché ha offerto una preziosa opportunità di conoscenza e riflessione sul tema, ma soprattutto perché è stato il primo frutto della collaborazione tra noi, giovani di AC del decanato di Gallarate e i giovani della Comunità Islamica della città: la pace inizia da qui! Dal conoscersi, dall’ascoltare le storie di vita degli altri, i propri sogni e i propri progetti futuri. Noi giovani, anche se di diverse religioni, ci siamo ritrovati molto più simili di quanto si possa pensare! Vogliosi di capire, di intessere una relazione profonda con Dio e soprattutto di rimboccarci le maniche per una realtà più solidale e di pace. Dopo questa festa, sentiamo ancora più vero il motto che abbiamo deciso di fare nostro, quello delle 4 B: Breaking Barriers, Building Bridges (rompi le barriere, costruisci muri!).

Come mai abbiamo deciso di intraprendere una collaborazione proprio con i giovani della Comunità Islamica?

In un contesto europeo e mondiale segnato dal radicalismo, dalla paura e dall’innalzamento di muri, sentiamo forte l’esigenza di costruire legami fraterni e ponti di unità. Nelle nostre città le comunità cristiane e musulmane, anche se vicine, spesso rimangono separate e, oggi più che mai, divise da diffidenze reciproche. Siamo convinti che solo incontrandoci si possano colmare queste distanze. Nell’avvicinarci all’altro, a chi ha un credo diverso dal proprio, vorremmo “toglierci i sandali dai piedi”, come Mosè davanti al roveto ardente, consapevoli di quanto sia necessario avere rispetto e delicatezza per non etichettare, cadendo nei pregiudizi e nelle divisioni. È così cresciuto il desiderio di conoscersi e realizzare insieme qualcosa di bello, utile e significativo per il territorio per essere segno di speranza e costruire un nuovo futuro giorno dopo giorno, UNITI. Nel primo incontro con alcuni giovani della comunità islamica di Gallarate ci siamo confrontati su quali fossero i bisogni del territorio: per che cosa avrebbero voluto impegnarsi insieme? Sono emerse tante idee diverse: i poveri, gli anziani, i piccoli… È proprio con e per i ragazzi che si è deciso unitariamente di muovere i primi passi. L’ACR ha così raccolto con entusiasmo questo progetto e, insieme a noi e ai giovani della Comunità Islamica, ha iniziato ad organizzare la Festa della Pace.

Speriamo che questo evento che si è appena svolto possa essere come il granello di senape che, apparentemente piccolo e insignificante, cresce e diventa qualcosa di grande e di prezioso per gli altri: «È il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano tra i suoi rami» (Mt 13,32).

Proseguiamo il nostro percorso con gioia e speranza. Al prossimo appuntamento!!!

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