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7 maggio 2020 ore 21.00
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Dall’io al noi #3 – Giovedì 7 Maggio: Chiara Giaccardi e Mauro Magatti

DIALN-07MAGGIO

Il terzo appuntamento del percorso formativo online “Dall’io al noi – Chiavi di lettura per vivere questo tempo” vede protagonista

Chiara Giaccardi,
docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi
all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Crediamo sia importante ricucire la società, cioè definire con chiarezza quanto è la parte che mi spetta per far funzionare la comunità in cui vivo e cosa devo pretendere dagli altri. Occorre quindi andare oltre l’individualismo, pensare al bene comune, superare le vecchie impostazioni nelle relazioni di gruppo. Come stanno cambiando le dinamiche anche a livello di classi sociali? Occorre ricostruire i tempi e gli spazi della società perché ci sia posto per tutti, con una grande attenzione ai piccoli e agli anziani. Insomma, un senso civico rinnovato.

In un tempo limitato di 15 minuti cercherà di darci degli spunti di riflessione e di comprensione di quello che stiamo vivendo sul tema:

Ricucire la società.

Cosa significa “essere comunità”? Come ricostruire i tempi e gli spazi perché ci sia posto per tutti?

Alle 21.00 sarà disponibile su questo sito un video di 10-15 minuti e saranno allegati sempre a questa pagina dei materiali che possano contribuire a un approfondimento personale o in coppia.

Puoi visionare il video anche sul nostro profilo facebook e instagram.

Guarda i dettagli dell’intero percorso.

Guarda gli altri video:

Giorgio Vecchio

Luigi Alici

4 Commenti

  • Avete parlato di prevenzione, protezione, promozione e trasformazione come linee per la ricostruzione.
    Potete indicare, per ciascuna di queste, una proposta concreta da affidare alla generazione che avete definito “generativa” e della quale anche io faccio parte?
    Grazie

  • Tutti noi, e in particolare chi si occupa in prima persona di politica, sa quanto sia importante investire nella socialità per la crescita della comunità e per la “costruzione” della città: pensare e realizzare luoghi, proposte, iniziative di socializzazione è stato fino a tre mesi fa un ambito di grande confronto ideale e di enorme impegno progettuale. Lo stravolgimento che abbiamo vissuto, e con il quale ancora faremo a lungo i conti, minerà senza dubbio l’ambito della socialità, sia per l’inevitabile paura della prossimità fisica che per l’abitudine che si è creata, per necessità, di vivere le relazioni attraverso la mediazione (senz’altro comoda) della tecnologia. Come sarà possibile, d’ora in avanti, fare politica generando una rinnovata socialità, un nuovo senso di comunità? Grazie

  • Credo che noi laici cristiani siamo interpellati nel vivere e indicare una via possibile di trasformazione positiva e non un semplice ritorno alla “normalità precedente”. Come impedire che socialmente, nel livello comune, si possa solo sperare che torni tutto come prima o anzi si cada nel tranello di esasperare le logiche precedenti per “recuperare” ciò che economicamente si è perduto in questi mesi? ovvero, come sostenere la consapevolezza che già prima alcuni modelli (lavorativi, economici) non fossero adeguati?

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