Editoriale

“Fratelli tutti”: per “pensare e generare” un mondo nuovo

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Una vita “dal sapore di Vangelo”, un amore “che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio”, una “fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita”. Siamo tutti fratelli, ci ricorda papa Francesco con questa enciclica, ispirandosi nuovamente – come per la Laudato si’ – a san Francesco.

Un’enciclica sociale, potremmo dire, dai forti tratti spirituali, con una approfondita lettura antropologica e culturale di questo nostro tempo segnato dalla pandemia Covid-19, la quale – come ci siamo detti tante volte in Azione cattolica – ci ha costretti a fermarci e a pensare. Fratelli tutti richiede la predisposizione a riflettere su ciò che abbiamo vissuto e la volontà di immaginare, sulla scorta di una memoria viva e feconda, i cambiamenti che, comunque, il coronavirus imporrà.

Il testo del Papa è qui introdotto dal nostro Arcivescovo Mario, che ci ha invitato a leggere la Fratelli tutti sia per comprenderne a fondo il messaggio, sia – e prima ancora – per esprimere al Papa la nostra vicinanza e il nostro affetto.

Padre Giacomo Costa fornisce poi essenziali e preziose chiavi di lettura per aiutarci a fare nostri i principali contenuti degli intensi otto capitoli dell’enciclica.

Il Papa inizia da una lettura delle “ombre” che oscurano l’epoca che attraversiamo. Egli intende far emergere nodi e contraddizioni che marcano confini ed erigono muri tra persone e popoli. Emblematica, ad esempio, la definizione che offre del “populismo”: “Il disprezzo per i deboli può nascondersi in forme populistiche, che li usano demagogicamente per i loro fini, o in forme liberali al servizio degli interessi economici dei potenti. In entrambi i casi si riscontra la difficoltà a pensare un mondo aperto dove ci sia posto per tutti, che comprenda in sé i più deboli e rispetti le diverse culture”.

Bergoglio invita soprattutto a “pensare e generare” un mondo nuovo e aperto facendo nostro lo stile evangelico del Buon Samaritano. Che si dovrebbe tradurre in fratellanza universale – predicata da Gesù stesso –, in “amicizia sociale”, in solidarietà fattiva, in una buona politica al servizio del bene comune, nel dialogo e nella collaborazione tra le religioni.

La fraternità proposta dal Papa richiama il passaggio “Dall’io al noi” che come Azione cattolica ambrosiana abbiamo condiviso nei mesi sofferti e faticosi del lockdown e che vorremmo far nostro come filo conduttore del cammino che riprendiamo in associazione. Un motivo in più per accostare l’insegnamento di Papa Francesco con gioia e gratitudine.

La Presidenza diocesana di Azione Cattolica ambrosiana

Richiedi la copia dell’Enciclica Fratelli Tutti presso la nostra segreteria

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