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  • Grazie a Matteo e Laura per questa preziosa e profetica testimonianza che, in un recente passato, ho avuto la fortuna di condividere in diverse stagioni con don Luca Ciotti e i giovani di 3P. Due considerazioni.

    La profezia
    Non c’è solo una semplice consonanza tra l’esperienza di 3P e l’enciclica Fratelli tutti (Ft) ma, sin dalla sua nascita di otto anni fa, c’è stata una intuizione profetica che Ft ha confermato. L’esperienza di 3P non nasce per risolvere i problemi dei clochard che vivono nelle vie del centro di Milano, bensì per educare i giovani, e non solo, all’incontro (non all’elemosina) con una realtà, una verità, che era, ed è, sotto gli occhi dei passanti accecati dall’indifferenza. Incontrarsi, non scontrarsi, è il primo passo per riconoscersi fratelli e sorelle. Come dice Ft siamo iper-connessi in una frammentazione spaventosa. Abbiamo fatto il pieno di connessioni e il vuoto con il prossimo perdendo il gusto di essere fratelli e sorelle. L’invito di papa Francesco a non girarsi dall’altra parte nell’esperienza di 3P è stato l’albero maestro. Una preghiera che si faceva azione e viceversa. A suo modo ha costruito il frutto prezioso del dialogo, di un ponte, con se stessi e con la realtà che ha fatto conoscere persone in difficoltà. Un ponte che costruisce l’incontro tra fratelli e sorelle. «Solo l’uomo che accetta di avvicinarsi alle altre persone nel loro stesso movimento, non per trattenerle nel proprio, ma per aiutarle a essere maggiormente sé stesse, si fa realmente padre» (Ft 4). Questo era san Francesco «che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi» (Ft 2). Don Roberto Malgesini dopo la Messa andava per le strade di Como ad incontrare gli esclusi, gli scartati. A loro portava caffè e biscotti, ma soprattutto portava la comunione del dialogo. Poche parole che dicevano “nonostante tutto tu sei importante”. «I poveri – dice don Roberto – sono la vera carne di Cristo»
    Una segnalazione
    Causa la pandemia lo scorso febbraio ho interrotto la promozione del mio ultimo libro Presepi I poveri nelle periferie di oggi, con prefazione di Gianni Borsa nuovo presidente di Azione cattolica ambrosiana. «Le pagine che forse – dice Gianni Borsa – più caratterizzano questa opera sono quelle dedicate ai “pastori di oggi”, ai nuovi personaggi del presepe di Betlemme: i poveri, i rom, i rifugiati, i senzatetto, che abitano per le strade di Milano o alla Stazione Centrale, in qualche angolo buio della metropoli o lungo i binari delle Ferrovie Nord o in altri luoghi». La «matematica di Dio», che moltiplica per divisione, si studia per le strade dove vivono i senza tetto. Per questo ho dedicato un capitolo all’esperienza delle 3P dove i giovani dell’Azione cattolica ambrosiana, da otto anni, invitano i senza tetto del centro di Milano per il pranzo di fine anno. «Ieri – dice don Luca Ciotti – una mamma ci ha preparato alcune cose dicendomi “la carne e la pasta che ho cucinato è la stessa che ho preso per cucinare per noi e per il primo dell’anno”. Questo per dire se il povero è Gesù, bisogna trattarlo da Dio». Il libro termina con la cronaca dell’imponente manifestazione degli studenti milanesi del 27 settembre ’19 contro il degrado ambientale nel pianeta terra. L’intuizione della giovanissima leader mondiale, Greta Thumberg è stata quella di dire ai potenti del mondo che i giovani sono poveri di futuro ma lo stanno costruendo. Nel volume pubblico le fotografie di molte persone citate e conosciute personalmente.
    * Silvio Mengotto, Presepi I poveri nelle periferie di oggi, Copyright 2020, Il MIO LIBRO, GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.

    In questo linkato potete ordinare l’acquisto del libro:
    https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/530597/presepi/
    Se desiderate copie del libro scrivete al seguente indirizzo email: silviogriot@hotmail.com

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