Consigli di lettura Giovani

Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, ospite agli Esercizi di Quaresima per i Giovani

Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, l’uomo che per anni ha assistito i migranti che sbarcavano stremati alla “Porta d’Europa” nel Mediterraneo, sarà ospite in collegamento streaming agli Esercizi quaresimali organizzati per i giovani dall’Azione cattolica il 28 febbraio.

Attualmente europarlamentare, eletto nel 2019 nelle fila del Pd, classe 1956, Bortolo è noto soprattutto per il suo impegno sociale: infatti è stato medico a Lampedusa tra il 1992 e il 2019 occupandosi delle prime visite per coloro che sbarcano sull’isola e del centro di accoglienza. È sempre stato sostenitore per l’integrazione dei richiedenti asilo, lottando contro la tratta degli esseri umani.

lestelledilampedusaNel 2014 ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre nel 2015 ha partecipato a Fuocoammare, il docu-film del 2015 per la regia di Gianfranco Rosi, che ha ottenuto una candidatura all’Oscar 2017 come miglior documentario. Ha raccontato la sua esperienza anche nei libri: Le stelle di Lampedusa (Mondadori, 2018) e di Lacrime di sale. La mia storia quotidiana di medico di Lampedusa tra dolore e speranza da cui è stato liberamente tratto il film Nour, presentato al Torino Film Festival del 2019 con protagonista Sergio Castellitto.

A Bartolo non è nuovo il tema della commozione, su cui gli Esercizi spirituali si concentreranno. Ad esempio, ha raccontato più volte la sua emozione fortissima nell’incontro con Kebrat, una giovane eritrea che aveva salvato dal disastroso naufragio del 3 ottobre 2013. Kebrat era stata creduta morta da tutti, a causa del suo battito cardiaco fievolissimo e pigiata sopra altri cadaveri, addirittura già all’interno di un sacco nero. Ma Bartolo riuscì a salvarla in una formidabile lotta contro il tempo, come in moltissime altre occasioni.

La sua testimonianza diretta rende bene l’idea di cosa avviene nel tratto di mare tra l’Africa e Lampedusa. «Una volta, durante uno sbarco», ricorda, «visitai una sessantina di ragazzi. Erano pelle e ossa. Disidratati, affamati e ustionati dal carburante che durante il tragitto in mare fuoriesce dalle taniche inzuppando i vestiti e lasciando sul corpo segni indelebili… Navigavano da sette giorni in quella che chiamano “terza classe”, la stiva dove viene stipato chi non ha abbastanza soldi per permettersi di stare sopra. I loro corpi erano sfregiati dalle torture subite, dai tagli inferti con i coltelli, dalle bruciature provocate dalle sigarette dei loro carcerieri. Le prigioni libiche sono i nuovi campi di concentramento. Le condizioni in cui viaggiano nel deserto e nel mare i migranti non sono tanto dissimili da quelle dei deportati nei treni della morte».

Il suo messaggio è chiaro: «La verità è che spesso le parole non sono sufficienti a descrivere, a raccontare, a testimoniare. Occorre qualcosa di più. Occorrono le immagini. L’Orrore, quello che ho in testa io, occorre vederlo per capirlo».

Gli Esercizi spirituali di Quaresima si svolgeranno al Centro pastorale di Seveso il 28 febbraio. Per iscrizioni, visita questa pagina.

 

Francesca Bertuglia

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