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Serena Arrigoni. Scuola: emergenza o costante priorità

SerenaArrigoni

di Serena Arrigoni, insegnante di Scuola primaria a Milano. Vicepresidente diocesana del settore Giovani dell’Ac ambrosiana dal 2002 al 2005

 Sono nella scuola da sempre: dai 6 ai 42 anni e credo di non aver mai sentito parlare così tanto di scuola come durante il lockdown e alla fine di questa estate: sembrava quasi che ci fossimo tutti svegliati da un sonno perenne e avessimo scoperto il ruolo e l’importanza della scuola nella nostra società.

Sicuramente tutto questo parlare di scuola è stato ed è importante: sono emerse questioni cruciali educative, sociali, culturali che non dobbiamo più dimenticare, come cittadini e come cristiani.

Ecco allora una piccola “agenda” (nell’accezione latina: cose che devono essere fatte) che mi viene dall’esperienza e dalla passione, che desidero condividere all’interno dell’associazione.

I problemi della scuola non vanno affrontati solo nelle emergenze: il problema del reclutamento dei docenti e i ritardi nelle nomine che ogni settembre fanno lavorare in un clima perenne di precarietà come se l’inizio della scuola a settembre fosse un evento inusuale e imprevisto; la scarsa valorizzazione del lavoro dei docenti che rende la qualità dell’insegnamento come una lotteria; l’edilizia scolastica e la scarsità di investimenti strutturali per cui abbiamo scuole brutte e cadenti e centri commerciali scintillanti e accattivanti; vincoli burocratici che rendono iniziative e progetti sempre faticosi e difficili da realizzare… e questi sono solo esempi.  Ecco, questi problemi non sono apparsi ora, non hanno a che fare con l’emergenza sanitaria: SONO PROBLEMI COSTANTI, di cui però l’opinione pubblica si preoccupa poco, quasi come se ci fosse una rassegnazione collettiva al fatto che debba sempre e solo essere così. scuola-settembre

L’importante partita della democrazia che si gioca nelle aule: con la didattica a distanza fioccavano articoli e post di ogni genere sulla disuguaglianza sociale. Ma purtroppo la disuguaglianza sociale c’era anche prima… e la scuola la combatte tutti i giorni, in presenza, solitaria come don Chiciotte…. Non è solo questione di device: il numero di libri che si hanno a casa, la padronanza della lingua italiana, le esperienze culturali che si fanno; le disuguaglianze sono tante. La scuola cerca di colmare i buchi e dare a tutti quello che spetta loro, ma da sola arranca. E allora chiediamoci se effettivamente spetti solo alla scuola assicurare pari opportunità: forse che l’accesso alla cultura e alla democrazia non sia una questione anche delle famiglie, delle associazioni, delle comunità cristiane? Non ci interessa che tutti possano leggere un articolo, capire una predica, partecipare a un’iniziativa in quartiere, votare? In questa lotta alla disuguaglianza la scuola può e deve essere sostenuta

 – Le questioni educative che si giocano a scuola sono enormi: incontro fra mille diversità, rapporto con l’autorità, incontro/scontro con il limite, con le regole, con le sanzioni, scoperta dei propri talenti e delle proprie caratteristiche.  L’esperienza dei nostri bambini e ragazzi è molto diversa da quella vissuta da altre generazioni: chi fuori da scuola parla loro di dovere, di sacrificio, di regole, di solidarietà? La famiglia… ma sempre e per tutti? Dobbiamo anche guardare in faccia alla realtà.

Certo, come comunità cristiana proponiamo queste parole ma forse dovremmo ricordarci con più simpatia e sinergia quanto la scuola sia un ambito molto concreto in cui tutto questo si vive ogni giorno. Il tempo delle contrapposizioni fra istituzioni è finito: si tratta ora di costruire insieme un futuro che non sia solo soggettivista e comandato dalla tirannia dell’emotivo.

È un’agenda piena…. Ma è solo ottobre! Buon anno scolastico a tutti!

 

 

2 Commenti

  • Grazie Serena! Parole sobrie, serie, costruttive e stimolanti! Rimbocchiamoci tutti le maniche e cerchiamo come migliorare la scuola e gli ambiti importanti della nostra società! L’educazione è un’arma potente…

  • Grazie per aver avuto il coraggio di condividere il cammino e l’esperienza di tanti docenti che fanno parte anche dell’Azione Cattolica e che, nel loro piccolo, cercano di vivere la scuola come reale ambiente di apprendimento in un clima di sobrietà, di tolleranza, di inclusione, di fiducia, di rispetto, di verità, di educazione fattiva e dialogante con le famiglie per un bene più grande di “IO, TU, EGLI, NOI….”
    Avrei molto altro da condividere, mi limito a quanto sopra nella certezza di una sempre maggior attenzione da parte degli organi competenti.

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