In memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta
Ventinove anni sono passati da quel 19 luglio 1992, quando in via D’Amelio a Palermo il giudice Paolo Borsellino insieme agli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina perse la vita per mano di quella mafia che ogni giorno era impegnato a combattere. Solo tre mesi prima, il collega e amico Giovanni Falcone insieme alla moglie Francesca Morvillo e i relativi agenti della scorta erano stati uccisi da un ordigno posto in autostrada all’altezza di Capaci.
Come ogni anno, per mantenere vivo e saldo il ricordo di Paolo Borsellino e del suo operato di giustizia e onestà, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie organizza in tutta Italia iniziative pubbliche di memoria e impegno. A questo proposito, come si legge dal loro Comunicato stampa, anche il Presidio Libera di Legnano (Milano) intitolato alle vittime Antonella Valenti, Ninfa e Virginia Marchese, lunedì 19 luglio alle ore 20,45 dà appuntamento al parco cittadino intitolato proprio a Falcone e Borsellino. «All’organizzazione della manifestazione hanno collaborato diverse associazioni, realtà sociali cooperative, sindacati, in particolare Amnesty International Legnano, Anpi Legnano, Associazione Cielo e Terra onlus, Associazione Polis, Azione cattolica della zona pastorale di Rho, Cgil Ticino Olona, Compagnia dei Gelosi, Laboratorio di quartiere Mazzafame, La Tela osteria sociale, Legambiente di Parabiago, Slow Food Legnano». L’evento è proposto nel rispetto delle normative anti-covid.
Le recenti inchieste contro le organizzazioni mafiose presenti sul territorio – grazie all’importante lavoro della magistratura e delle forze di polizia – hanno ancora una volta confermato la gravità di questi fenomeni in questa area della provincia di Milano. Per queste ragioni e per superare insieme il senso di smarrimento, di indifferenza o di rassegnazione di tante persone, la testimonianza del giudice Borsellino e delle tante vittime innocenti delle mafie e della corruzione costituisce – oggi più che mai – un richiamo ai principi costituzionali ed ai valori fondanti la nostra convivenza civile, a partire dalla Memoria come segno di speranza e di coraggio.

