Immagina di osservare il mondo attraverso un vetro appannato. Le forme sono indistinte, i colori smorzati, i contorni confusi.

Poi, con un gesto semplice, lo pulisci e tutto si fa nitido, i dettagli emergono e ciò che era sfocato diventa straordinariamente chiaro.

Il gesto di mettere a fuoco non è solo una questione di vista. Diventa per ogni adulto un invito a passare da una visione superficiale (o appannata) della vita a una comprensione più autentica, più piena, più nitida.

Quella adulta è una vita “imperfetta” perché, spesso, viene messa in discussione da nuove proposte culturali, visioni del mondo, scelte ed equilibri conquistati. Vivere una vita tortuosa, senza la pretesa di “raddrizzarla”, ma accogliendola così com’è, nella dimensione dell’attraversamento, alla ricerca di Dio e della crescita della persona. Questo è l’invito nel nuovo percorso annuale.

Alta definizione ci accompagna nel cammino per affinare lo sguardo della fede, mettendo a fuoco ciò che è nascosto dall’apparenza delle cose. È un testo è pensato per tutti gli adulti d’Italia e ci stupisce sapere che è utilizzato in maniera sempre nuova e creativa. Le quattro tappe + il Modulo intergenerazionale, che scandiscono i passaggi essenziali del brano evangelico, sono strutturate secondo il metodo vita – Parola – vita e seguite da un Focus che può essere usato per entrare maggiormente nei contenuti della tappa oppure organizzato come percorso autonomo.

La dinamica VITA – PAROLA – VITA

La proposta formativa del Settore adulti è sostenuta da una precisa metodologia che si può sintetizzare nella dinamica vita – Parola – vita. Se questa è la struttura elaborata in questi anni nel sussidio formativo per i Gruppi adulti, questa dinamica non indica solo la scansione del testo. Essa dice soprattutto che la via per intrecciare la fede e la vita è tipica della vita spirituale del laico. Ed è qui che si può identificare il nucleo del metodo, nell’intreccio che chiede uno sguardo contemplativo alla vita, vita che viene ricompresa alla luce della Parola e torna ogni volta rigenerata nelle trame del quotidiano. “La realtà è superiore all’idea” (Evangelii gaudium, 231): la vita ci interpella, la nostra e quella di ogni persona posta al nostro fianco. Il primato della vita insegna a immergersi nel particolare, a riconoscere l’unicità di ciascuna esistenza e a fare esperienza del senso profondo dell’incarnazione, a guardare alla vita come allo spazio in cui Dio ama e salva. È la passione per l’ordinarietà della vita, è prendersi cura di tutta la vita e di ogni vita. Il primato della vita chiede di stare nella realtà, di immergersi nella storia, affinando lo sguardo alla ricerca del significato profondo, per vivere in pienezza il tempo che è affidato a ogni adulto.

Questa immersione nella vita richiede una continua ricomprensione delle esperienze, per ricostruirne la trama alla ricerca del senso. La storia e le storie vanno raccontate per comprendere, alla luce della fede, che Dio è già all’opera con la sua presenza misericordiosa.

(Itinerario formativo Adulti)

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