BRICIOLE DI SPERANZA per ritrovare fiducia in tempi difficili
Anche in questo Avvento 2024 viviamo giorni carichi di interrogativi e preoccupazioni per il futuro, nostro e del mondo, una storia che sembra andare verso la sua auto-distruzione. E tra pochi mesi, l’invito di Papa Francesco a celebrare un Giubileo della Speranza.
Il gruppo Adulti di AC ha scelto di mettersi ancora in gioco per trovare quegli spiragli di luce che ci aiutano ad alzare lo sguardo e a condividere … briciole di speranza.
5a di Avvento
CELEBRARE IL GIUBILEO E’
… mettersi in ascolto e diventare tessitori di dialogo
ll Giubileo, nella sua radice biblica, è un tempo di grazia, un tempo di liberazione e di restituzione.
Nel libro del Levitico è l’annuncio della libertà per gli oppressi, la restituzione della terra a chi l’aveva perduta, il riscatto per chi era schiavo. È il richiamo a ripartire, rimettendo al centro la giustizia e la dignità di ogni persona.
Come insegna la Sacra Scrittura, la terra appartiene a Dio e noi tutti vi abitiamo come «forestieri e ospiti» (Lv 25,23). Se veramente vogliamo preparare nel mondo la via della pace, impegniamoci a rimediare alle cause remote delle ingiustizie, ripianiamo i debiti iniqui e insolvibili, saziamo gli affamati.
[Spes non confundit, N. 16]
Senza una profonda presa in carico della questione della giustizia sociale non possiamo parlare di pace. curiosa l’espressione “lasciare in pace”, una pace che sa di abbandono e di quiete, di separazione, di inerzia. Invece la pace a volte grida. A volte tira sassi. A volte piange e ci sveglia quando siamo gi comodi sul
divano a guardare la tv. I migranti turbano l’equilibrio della nostra idea di patria? Il protrarsi dei conflitti – anche vicino a noi – rovinano la poesia del Natale? I poveri, i dimenticati e i deprivati urlano in piazza la loro rabbia? Fanno rumore, disordine e spesso distruggono, certo, ma la pace ci chiede di ascoltare il
grido di questi fratelli e sorelle e di lasciarci inquietare.
Fino a quando accetteremo che pace e quiete siano considerati sinonimi staremo postulando l’esistenza stessa del conflitto e dunque l’unico volto della pace che vedremo sar quello sfigurato della paresi sociale determinata dalla forza di chi possiede un esercito da mandare contro i poveri e gli emarginati.
Giustizia non significa uguaglianza, né le due cose vanno confuse: la disuguaglianza di partenza un dato individuale naturale. Le intelligenze, le attitudini, le inclinazioni caratteriali, i dati biologici: al di l delle similitudini statistiche sui grandi numeri, tutto disuguale nella nostra natura.
La disuguaglianza naturale la ragione per cui ci serve la giustizia sociale, a meno che non vogliamo che la disuguaglianza resti una condizione ineludibile.
Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali: ripeteva spesso Don Lorenzo Milani.
Lavorare per una società più giusta occorre mettersi in ascolto reciproco, noi e gli altri, diversi ma fratelli e sorelle. Per chi crede, figli di uno stesso Padre.
Nella nostra società detta della comunicazione c’è un deficit di ascolto. In una cultura della valanga di parole come la nostra, un vero ascolto esige di ridare spazio e significato al silenzio, un arretramento critico di fronte al delirio di parole e messaggi che a ogni istante vorrebbero impadronirsi di noi. L’arte dell’ascolto, perciò, un esercizio di resistenza: l’ascolto costituisce una cesura, un taglio simbolico, uno spostamento, una pratica d’attenzione.
E per noi cristiani in questo tempo di Avvento è forte il richiamo all’ascolto: ascolto della Parola che ci aiuta a rimettere il Signore al centro della vita personale e comunitaria, lasciandosi trasformare dal suo Vangelo di misericordia e di riconciliazione. E ascolto dei fratelli e delle sorelle che ci vivono accanto e
che a volte rischiano di diventare estranei.
Il Giubileo ci ricorda che il cambiamento è possibile, ma passa attraverso la conversione del cuore e l’impegno concreto: vivere con fede significa avere occhi e orecchie per il mondo, oltre che mani per cambiare la storia.
Per approfondire:
– Un libro: Gemma Calabresi Milite
La crepa e la luce. Sulla strada del perdono, ed. Mondadori 2023
Il racconto di un cammino, quello che Gemma Capra, vedova del commissario Calabresi Un racconto che, partendo dalla vita di una giovane coppia che viene sconvolta dalla strage di Piazza Fontana, attraversa mezzo secolo, ricucendo i momenti intimi e privati con le vicende pubbliche della società italiana. Un’intensa e sincera testimonianza sul senso della giustizia e della memoria.
– L’intervista al neo Cardinale, don Domenico Battaglia: Io, cireneo della gioia tra i crocifissi di Napoli e del mondo.
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/battaglia-io-cireneo-della-gioia-fra-i-crocifi
– La testimonianza di Alessandra Morelli, cooperante, sopravvissuta a un attentato jihadista a Mogadiscio: Con i rifugiati, per costruire un mondo migliore
https://www.avvenire.it/donneperlapace/pagine/alessandra-morelli-donne-per-la-pace
– Una provocazione: Michela Murgia sul rapporto tra disuguaglianza, giustizia e pace
https://www.alzogliocchiversoilcielo.com/2023/06/michela-murgia-e-jose-tolentino-de.html
– ai giovani universitari è offerta un’opportunità per acquisire open badge, le certificazioni digitali che attestano le competenze e abilità trasversali (soft skills) e le conoscenze acquisite. Università degli studi di Milano: Volontariato e progetti sociali
https://www.unimi.it/it/terza-missione/responsabilita-sociale/volontariato-e-progetti-sociali
[ per aprire i link in modo più agevole, visualizzare il testo del Granello sul sito della Parrocchia: https://sanpaolorho.it/ ]






