Trasfigurati dalla luce di Cristo
In attesa dell’ultima tappa del percorso Bethlehem di quest’anno e volgendo lo sguardo a quanto già vissuto, viene spontaneo fare qualche riflessione su questa proposta di spiritualità, che l’Azione Cattolica ambrosiana da molti anni propone per gli adulti di qualsiasi fascia d’età, soci e non. Si tratta di un’opportunità davvero preziosa per stare a tu per tu con la Parola, per fare silenzio dentro di sé e mettersi in ascolto, per coltivare la propria dimensione interiore.
Sempre si rimane stupiti di come, appena giunti all’Eremo San Salvatore sopra Erba, i rumori della città e quelli dei mille pensieri, che caratterizzano i ritmi incalzanti della quotidianità, si smorzino e si entri in una dimensione contemplativa. Tutte le volte si percepisce una sensazione di leggerezza, di pace, che è un ristoro, un balsamo non solo per l’anima, ma anche per la mente e il corpo.
Sul monte Tabor
Abbiamo bisogno di salire sul Tabor e vivere l’esperienza della trasfigurazione per ri-comprendere quanto viviamo, per rileggere la realtà e imparare a vederla con gli occhi di Dio.
Del resto il brano biblico icona, che sta scandendo il percorso di quest’anno è proprio la Trasfigurazione. Grazie alle riflessioni della biblista Laura Invernizzi e del nostro assistente Don Cristiano Passoni, si è schiusa davanti allo sguardo di chi ha partecipato a una o più tappe la possibilità di entrare sempre più nella dinamica vissuta da Pietro, Giacomo e Giovanni. Anche noi, come loro, siamo presi in disparte da Gesù e possiamo vivere la grazia di contemplare la sua gloria, di intravedere ciò che siamo chiamati a diventare.
Un’esperienza di discepolato
Attraverso le meditazioni dei passi del Vangelo di Matteo si è a poco a poco dischiuso un cammino, che chiama ad un cambiamento di prospettiva, che chiede un nuovo modo di guardare e poi vivere la realtà quotidiana. Ci si scopre operai della vigna, invitati ad un banchetto di gioia, chiamati ad un impegno e una risposta personali.
All’Eremo si vive davvero l’esperienza del discepolato, in un connubio felice tra preghiera personale e comunitaria, ampi spazi di silenzio e momenti di convivialità e condivisione. Dalle risonanze che di volta in volta emergono dai partecipanti, è evidente che la Parola accolta e meditata nel silenzio parla al vissuto personale di ciascuno e vi lascia un’impronta profonda. Stupisce sempre il fatto che quelli che partecipano la prima volta e magari non sono soci di Azione Cattolica dicono di trovarsi subito a loro agio, sentendosi in famiglia, in una comunità accogliente.
Un’opportunità straordinaria
Il percorso Bethlehem è davvero un’opportunità straordinaria, ma allo stesso tempo a portata di tutti, anche di chi non può dedicarsi un intero fine settimana lontano da casa. Da un po’ di anni, infatti, è possibile seguire le meditazioni online. Certamente non è lo stesso che essere in presenza.
In casa propria, davanti a un PC, è difficile ricreare l’ambiente dell’Eremo San Salvatore, avere la possibilità di sedere davanti allo splendido affresco della Crocifissione nella cappella oppure di camminare e meditare circondati dalla natura, proprio come su un Tabor, mentre poco sotto scorre incessante la vita della città come in un formicaio. Il tempo pare rallentare, il respiro si fa più pacato e ampio, il soffio dello Spirito a poco a poco diviene più percepibile. È un tempo opportuno da cogliere non per fuggire dalla realtà, ma per tornarvi con un nuovo slancio, con uno sguardo convertito, con gli occhi di Dio.
Anna Proserpio, referente percorso Bethlehem






