Una gran bella festa. Con tutti gli ingredienti necessari per una festa: tantissimi amici (oltre 500 quelli iscritti, più a quelli che ci hanno raggiunto in giornata), momenti di condivisione, giochi, passeggiate, arte e cultura, libri. Un gesto per la pace a Gaza, il recital (spettacolare!) su Frassati, stand, i docufilm di In Dialogo, la Prison Beer e il bar dei giovani. Una messa partecipatissima e poi la cena (ottima) e ancora dolci, musica….
A Sirtori (Lc) l’AcFest 2025 è stata davvero un evento speciale: associativo, ecclesiale, culturale. Per il quale l’associazione ha da dire tanti grazie. Impossibile citare uno per uno chi ci ha messo del suo. Ma almeno possiamo citare Anita, Alessandro e l’équipe di Zona III: hanno fatto un lavoro enorme con risultati splendidi, e tutto è filato liscio. Poi Celestino e Luisa di Sirtori e il gruppo della Pro Loco, ospiti eccezionali. Il parroco, don Renato. Stefano con il drone, che ci sta preparando un video che si annuncia sorprendente; Silvia, la cantante dell’animazione musicale. La Valle di Ezechiele con don David. Tutti i giovani che si sono prodigati tra caffè, waffle e torte. E poi ancora la segreteria, chi si è occupato di gadgets, shopper e magliette, i dolci di Telethon, la cucina e il servizio ai tavoli…
Sempre gioiosa la presenza del’Acr, vivace quella degli studenti dell’Acs, dei Giovanissimi e Giovani. Numerosi gli adulti di ogni età e la presenza di famiglie con figli piccoli.
Un grazie ai nostri assistenti, don Cristiano e don Michael, sempre disponibili ad accompagnarci nei momenti di festa e di preghiera. E un grazie sincero a mons. Claudio Giuliodori, assistente generale dell’Azione cattolica italiana, che è stato con noi dal pomeriggio alla sera. Di seguito riportiamo alcuni passaggi dell’omelia di don Claudio).

“Fare festa è una dimensione fondamentale per il cristiano. È bello che l’Azione cattolica milanese caratterizzi la sua esperienza e la sua proposta di cammino nella fede anche con la festa. Quello che stiamo vivendo insieme, nella molteplicità delle sue espressioni, non è un semplice momento di svago o di fuga rispetto alle fatiche e agli impegni che assillano la nostra vita. La festa è l’espressione della nostra gioia per la presenza del Signore in mezzo a noi e per la bellezza dello stare insieme come fratelli e sorelle”. L’omelia si è sviluppata con una “lettura” della Parola. Mons. Giuliodori ha affermato: “Il senso vero della festa lo troviamo nella relazione con il Signore, nella sua presenza che trasforma i nostri cuori e li ricolma di gioia. È la gioia che sperimentiamo accogliendo il suo amore di Sposo che ha dato la vita per la sua Chiesa sposa. È la gioia che ogni battezzato può sperimentare e che possiamo condividere tutti assieme, facendo appunto festa”. Quindi un ulteriore “affondo” sul Vangelo del giorno. “Questa sia la nostra gioia, cari amici dell’Azione cattolica, non quella effimera di chi si illude di poter cancellare il dolore con i mille ritrovati anestetici che il mondo offre in modo ingannevole e a poco prezzo. Vivendo fino in fondo il Mistero Pasquale sappiamo di dover attraversare il dramma della Croce, ma nello stesso tempo abbiamo la certezza di essere già creature nuove nel Signore risorto. Imitando lui impariamo anche uno stile che, in questi primi giorni di pontificato Leone XIV ci sta testimoniando in modo stupendo e affascinante. È lo stile della mitezza e dell’umiltà insegnato da Gesù: ‘Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio peso leggero’ (Mt 11,28-30). Seguendo il Signore possiamo attraversare tutta la gamma dei sentimenti umani e delle situazioni esistenziali senza smarrirci perché nulla è estraneo al suo amore salvifico. Ce lo insegnano i santi, in particolare quelli dell’Azione cattolica, come Piergiorgio Frassati che sarà canonizzato ad agosto durante il Giubileo dei giovani. Seguiamo il suo esempio e lasciamoci guidare ‘verso l’alto’”.












