Intervista a don Cristiano Passoni e Francesca Mapelli
Nel contesto dinamico e spesso frenetico della città di Milano, nasce “Transiti e traiettorie”, un percorso pensato per accompagnare i giovani adulti in una fase della vita ricca di cambiamenti e domande. Attraverso un intreccio di riflessione culturale, ascolto della Parola e condivisione spirituale, l’iniziativa offre uno spazio in cui rileggere la propria esperienza quotidiana e riscoprire il senso del proprio cammino di fede. Un progetto che prova a intercettare bisogni reali, proponendo modalità accessibili e coinvolgenti per chi è in ricerca. Don Cristiano Passoni e Francesca Mapelli rispondono ad alcune domande per raccontarci la genesi e la realizzazione di questo percorso per adulti giovani.
Da dove nasce il bisogno di realizzare questo percorso?
D: “Transiti e traiettorie” nasce da una domanda: è possibile ipotizzare un cammino formativo per intercettare la fascia di adulti giovani, secondo modalità e luoghi adatti alle loro esigenze?
F: Con alcuni coetanei, guidati da Don Cristiano, ci siamo interrogati sulla possibilità di un percorso per la nostra fascia d’età (30-40 anni), non più giovani ma nemmeno “così adulti” da frequentare altre proposte già esistenti. Il percorso è nato in AC ma ha permesso la partecipazione a chiunque fosse in ricerca di un cammino di fede specifico per questa fase della propria vita.
Perché il titolo “Transiti e traiettorie”?
D: Il percorso è stato pensato su due moduli, da tre incontri ciascuno. Il primo legato ai transiti, all’ambiente che plasma i passaggi di vita che caratterizzano questa fascia d’età; il secondo, invece, dedicato alle traiettorie, ovvero quello sguardo “interiore” che interroga nel profondo.
F: In merito alla riflessione sui luoghi, si è voluto puntare sul legame con Milano per verificare la relazione con la città nella quale si vive, si lavora o si gravita quotidianamente.
In cosa è consistito il cammino?
D: Abbiamo previsto tre ingressi possibili nel tema, punti di vista diversi ma convergenti. Ad un primo sguardo artistico-culturale, non immediatamente spirituale, è seguito un tracciato biblico, per interrogarci sulla Parola attraverso la lettura drammatizzata di alcuni testi e infine con la ripresa spirituale le provocazioni ricevute sono diventate preghiere condivise.
F: In equipe ci si è confrontati sulla necessità di un percorso che fosse agile, non troppo impegnativo e fruibile a tutti. Gli incontri hanno previsto sia la partecipazione di relatori esterni, sia il coinvolgimento degli stessi partecipanti e questo ha dato ancora più valore all’esperienza.
Qual è stato il riscontro al termine del percorso?
F: Il feedback che abbiamo ricevuto è stato positivo: i contenuti trattati e la formula adottata hanno funzionato. Abbiamo così “recuperato” alcune persone di AC ma anche accolto giovani adulti della Parrocchia di San Leone Magno che ci ha ospitato. Manca ancora un momento conclusivo di rilancio per il prossimo anno: ora la sfida sarà rendere il percorso interessante senza ripeterci e soprattutto trovare modalità per dare maggior continuità nella partecipazione agli incontri.
Corinna Ciotti






