La Festa dell’Adesione dell’Azione Cattolica del decanato di Busto Arsizio, celebrata lo scorso 8 dicembre, è stata un’occasione di gioia, fede e rinnovato impegno ecclesiale.
La giornata si è aperta con la Santa Messa presso la chiesa Beata Giuliana, seguita da un incontro molto partecipato con Monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale della diocesi di Milano.
L’intervento di Mons. Bressan ha offerto una profonda riflessione sul momento storico che la Chiesa sta vivendo, delineando quattro snodi fondamentali per abitare con coraggio e speranza questa epoca di cambiamento.
A 60 anni dal Concilio Vaticano II: una Chiesa che ascolta e dialoga
Richiamando l’anniversario della chiusura del Concilio, Mons. Bressan ha ricordato come quella stagione ecclesiale abbia aperto la strada a una Chiesa più attenta al mondo, capace di conoscere, comprendere e servire la società con spirito pastorale.
Tra i frutti più preziosi del Concilio ha citato:
- il primato della Parola di Dio,
- la centralità di Gesù come “stella polare,”
- l’importanza del dialogo come stile ecclesiale.
Papa Francesco – ha ricordato – ci invita oggi a vivere questo dialogo attraverso la “logica materna” della Chiesa: una Chiesa che accoglie, accompagna e accarezza.
I 17 secoli dal Concilio di Nicea: riconoscere Gesù come Signore della storia
Nel mondo contemporaneo, che spesso presume di poter fare a meno di Dio, torna attuale la domanda centrale di Nicea: chi è Gesù per noi?
Mons. Bressan ha invitato a non affidarsi a un attivismo pastorale fatto solo di progetti, ma a crescere nel discernimento, lasciando che lo Spirito Santo sia il vero artefice della riforma della Chiesa.
Ha citato Sant’Ambrogio come esempio di pastore capace di leggere il proprio tempo e di costruire cultura e identità.
Essere “cattolici”, oggi, significa accogliere la pluralità dei popoli, custodendo le differenze come ricchezza.
A 60 anni dalla cancellazione delle scomuniche: la via del confronto e dell’unità
La storica riconciliazione tra Paolo VI e Atenagora ricorda alla Chiesa l’urgenza di una fraternità concreta.
Mons. Bressan ha richiamato il notevole pluralismo religioso presente nel territorio ambrosiano, con oltre 80 comunità cristiane non cattoliche. Le tensioni internazionali, come quelle tra Russia e Ucraina, rischiano di minare l’unità, ma l’orientamento deve restare quello del confronto e dell’accoglienza.
Il dialogo, ha sottolineato, si estende anche all’Islam, nella sua varietà interna. La diocesi, con il documento Fede accoglienza, promuove percorsi educativi nei nostri oratori affinché il Vangelo possa “toccare i cuori” più che riorganizzare strutture.
Il cammino sinodale: riscoprire il “noi”
In un momento segnato dalla diminuzione dei sacerdoti e dall’indebolimento di alcune istituzioni ecclesiali, il sinodo è un invito a ritrovare il senso del noi, a camminare insieme, a ridare corpo e cultura alla fede incarnata nella vita delle persone.
La benedizione delle tessere dell’Azione Cattolica – ha osservato Bressan – non è un gesto formale, ma il segno di un legame comunitario che ci impegna a custodire la comunione.
Altri spunti emersi dal dialogo 
L’incontro è stato arricchito da ulteriori riflessioni:
- Il contributo di Leone XIII e le sfide dell’intelligenza artificiale
Il nuovo contesto culturale richiede una Chiesa capace di discernere i cambiamenti epocali, come l’AI, paragonata a una nuova “rivoluzione mentale,” simile per portata alla questione sociale affrontata nella Rerum Novarum.
- Pastorale e liturgia: verso un linguaggio più esperienziale
Si è parlato della necessità di superare un modello catechistico troppo scolastico, scegliendo un approccio più esperienziale, che non giudichi i bambini o le famiglie distanti dalla pratica liturgica.
Anche la ritualità va riletta per recuperare il senso del mistero, come accade nelle liturgie ortodosse.
- Fraternità concreta: esempi di speranza
Sono stati ricordati i tanti segni positivi presenti nelle nostre comunità:
- la collaborazione tra movimenti e associazioni,
- il ruolo prezioso dei nonni cattolici che accompagnano bambini di altre confessioni,
- il cammino di ascolto con gruppi come la comunità del Guado.
Una giornata di festa e comunione
La giornata si è conclusa con un pranzo comunitario, segno concreto di fraternità e amicizia.
La Festa dell’Adesione è stata ancora una volta un momento forte di identità e missione: un invito a rinnovare il proprio sì alla Chiesa, alla comunità e al servizio nel mondo.






