Quattro giorni per attraversare una città, ma anche per attraversare se stessi.
È questo lo spirito della Quattro Giorni, l’iniziativa che ogni anno, durante le vacanze di Natale, l’Azione Cattolica Studenti (ACS) della diocesi di Milano propone a ragazze e ragazzi delle scuole superiori. Un’iniziativa che si discosta dal turismo distratto, mettendo al centro l’incontro autentico con i compagni di viaggio, con le realtà del territorio, con la cultura e con le proprie domande più autentiche.
Cos’è la quattro giorni?
“La Quattro Giorni – spiega Alessandro Lotano, segretario diocesano dell’ACS – è un modo per imparare a guardare le città con occhi diversi”. Le ragazze e i ragazzi di ACS non vogliono essere semplici visitatori, ma ospiti attenti con il desiderio di conoscere i luoghi e chi li abita, di ascoltare le storie e di scoprire la bellezza nascosta tra vicoli e piazze. In questo senso, la Quattro Giorni è anche un’esperienza di progettualità educati va: non un turismo veloce e superficiale, ma un modo nuovo di abitare le città, di camminare con sguardo attento per le loro strade, di decifrare ciò che spesso resta invisibile.
Ogni tappa, ogni incontro, ogni dettaglio è pensato per restituire ai partecipanti la possibilità di costruire un rapporto profondo con i luoghi, facendo nascere uno sguardo critico, partecipe e responsabile. Non si parte solo per vedere, ma per capire, per lasciarsi provocare e interrogare.
Ogni anno la meta cambia, ma il filo conduttore resta lo stesso: offrire agli studenti un’esperienza di formazione civica e umana attraverso il contatto diretto con la realtà del territorio. L’obiettivo è aiutare i ragazzi a riconoscere il valore di ciò che vivono, a comprendere cosa ogni incontro può insegnare loro non solo come credenti, ma anche come cittadini consapevoli e attivi.
Durante le giornate, infatti, si alternano visite a luoghi d’interesse culturale e artistico, momenti di confronto con associazioni, amministratori e realtà che lavorano per il bene comune, insieme ad attività culturali e percorsi di riflessione personale e spirituale.
Un viaggio in profondità
La Quattro Giorni è un viaggio in profondità: non ci si vuole limitare affatto a guardare la superficie delle cose, ma si desidera provare ad ascoltare davvero ciò che le persone hanno da dire, a capire cosa muove le loro scelte e quale sia il loro modo di vivere la città. “È questo che la rende diversa da qualsiasi altra vacanza con gli amici”, dice Alessandro. Anche lo stile dell’esperienza racconta molto del suo spirito: i partecipanti dormono in una situazione semplice e condivisa, che diventa occasione per riscoprire il valore delle piccole cose e la bellezza della collaborazione e dello stare insieme.
Quattro giorni 2025. Quest’anno a Genova
Quest’anno la meta sarà Genova, dal 2 al 5 gennaio 2026, una città che per sua natura racconta il dialogo tra mare e terra, tra apertura e radici, tra storia e futuro. A fare da filo conduttore sarà la musica, e in particolare la figura di Fabrizio De André, che ha saputo raccontare con poesia e lucidità chi spesso viene posto ai margini, dando dignità alle persone semplici.
La “Quattro Giorni” è anche un invito aperto a chi non ha mai partecipato alle attività dell’ACS. “Per alcuni – racconta Alessandro – è il primo contatto con la nostra realtà associativa”. Alla fine di ogni edizione, ciò che resta non è solo il ricordo dei luoghi visitati, ma un bagaglio di esperienze che continua a parlare nel tempo: il desiderio di essere cittadini più attenti, la consapevolezza che ogni incontro può cambiare il proprio sguardo sul mondo, la gratitudine per la condivisione vissuta.
“Formare le studentesse e gli studenti – conclude il segretario diocesano dell’ACS – per aiutarli a leggere la realtà, a capire il mondo che li circonda e a cercare il proprio posto dentro di esso”. È così che la Quattro Giorni diventa un’occasione per cominciare l’anno con profondità, curiosità e il cuore pieno di nuove scoperte. Un’esperienza che, ogni volta, è molto più di un viaggio: un modo diverso di abitare il mondo, con sguardo aperto, mente vigile e spirito accogliente.






