Casa

Ha la forma di casa perché siamo certi che la nostra casa è il luogo dove si è toccati dall’Amore. Nella relazione tra noi due, con i nostri figli, con i genitori si tesse lentamente, giorno dopo giorno nel bene e nel male, la comunione, ed è questa la forza che trasfigura la vita. È come una linfa, un flusso vitale che dall’alto viene comunicato alla coppia, alla famiglia. Toccati dall’amore siamo abilitati a comunicare la fede attraverso un atteggiamento pasquale: io “muoio” volontariamente per l’altro, a volte con gioia, altre volte con fatica, perché questo è il modo con cui l’amore di Dio vive nella storia.

Trinità

L’unica immagine che fuoriesce dall’icona e rimane sempre presente, anche quando le porte laterali della casa sono chiuse, è la Trinità. È il Dio vivente in tre persone, il centro della fede della famiglia cristiana e la partecipazione alla sua vita che è amore eterno è potenza per coloro che credono. Ricevendo, per grazia, la vita nuova siamo mandati nel mondo per trasformarlo, secondo la comunione del Dio trinitario, secondo la logica del suo amore.

Figlio

La parte centrale dell’icona è occupata dall’immagine di Gesù dodicenne al tempio tra i dottori; il Figlio si incarna, si fa uomo per farci partecipi della vita divina, figli nel Figlio, in uno stile di vita che scaturisce dalla comunione in vista della comunione col Padre. Incorporati a Cristo col battesimo, la nostra persona umana è attraversata dallo Spirito Santo che si fa strada in noi e ci coinvolge a vivere le relazioni interpersonali con uno sguardo d’amore che penetra fino al cuore, secondo la logica dell’incarnazione.

Maria e Giuseppe

Maria e Giuseppe ritratti sulle ante laterali custodiscono il Mistero permettendo alla storia di salvezza di prendere carne. Da loro impariamo a guardare la persona, “i figli” con gli occhi dello Spirito, cogliendo la sua opera. Impariamo da loro ad essere testimoni prima che maestri, resi capaci dalla grazia di accompagnare l’altro a vivere in unione con il Signore nella vita, in modo personale e concreto, in un’esperienza non astratta ma da vivere nelle circostanze, tempi e spazi della storia anche quando possono sembrare estranei al discorso spirituale.