L’8 dicembre, la festa dell’Immacolata, è stata la festa dell’Adesione all’Azione Cattolica.
“Che bella giornata”, soprattutto per i soci anziani, i cosi detti “Adulti +”.
E’ la giornata dove si ricordano tutti gli anni di adesione, gli anni trascorsi nell’associazione da ragazze/i, da giovani, da adulti ed ora da anziani. Quando ci si ritrova sgorgano tutti i ricordi: le “adunanze”, i “ritiri” spirituali, le celebrazioni liturgiche … le gite. Si fanno i conti di quante “tessere” si sono riposte nel cassetto buono con i ricordi più cari.
Alcuni manifestano nostalgie e ripetono: “che anni belli”, “ora non è più così”, “bisognerebbe rifare tutto come prima”, “ai nostri tempi” …
Quando ci s’incontra è una piacevole scoperta lasciare che ciascuno racconti la sua storia personale e ascoltare tante vicende di vita quotidiana vissuta con dedizione e impegno.
Ma, tra gli anziani di AC, ci sono altri che guardano avanti, e pur consapevoli del tempo trascorso, e orgogliosi e riconoscenti alla vita che ha donato tutto questo, sono pronti a rimettersi in cammino e continuare questa “avventura”.
Si! Proprio una “avventura” in quanto è un nuovo tempo da esplorare, per fare nuove scoperte, per cerca nuovi spazi di vita associativa, per darsi nuovi ritmi, e anche per non dimenticare di invitare nuovi compagni a percorrere l’identica strada.
Non è certo facile, le giornate sono segnate dai più svariati impegni ad iniziare, per alcuni, dal compito di essere nonni, per altri dallo svolgimento di mansioni di volontariato ecclesiale, civile e sociale … poi altro ancora. Ci si rimette in gioco e movimento offrendo le personali professionalità maturate nell’impegno lavorativo e nella famiglia. Anche chi ha svolto mansioni che appaiono semplici, legate alla conduzione della propria casa, trova spazio di realizzazione accudendo a servizi di accoglienza a piccoli e grandi.
Non trascuriamo, in questa giornata l’amore per la Chiesa, per la comunità cristiana che ha accolto e accoglie ancora.
Lo stare insieme nasce per una passione che sgorga dalla vita di fede cresciuta sull’esempio di Gesù.
Le fatiche ci sono, soprattutto quando si affacciano problemi di salute e di custodia dei nostri cari ancora più anziani che ci stanno vicino.
Ora la vita associativa è ancora più importante, è ancora più necessaria per sostenerci a vicenda, per fare nuovi progetti, per sperimentare nuovi modi di condivisione ed entusiasmare altre persone a condividere insieme quest’altro tratto strada.
L’8 dicembre è il giorno perfetto per comunicare il nostro entusiasmo dell’essere associazione e per “contagiare” altre persone ad aggregarsi a noi.
Alberto Melzi






