Un anno speciale. È quello che vivremo in questo 2026-27 come Azione cattolica ambrosiana assieme a tutta l’associazione nazionale. Perché? Facile a dirsi (forse meno a farsi!). Perché mentre proseguirà l’intensa vita della nostra associazione diocesana – e le pagine che seguono ne cominciano a delineare profilo e alcuni appuntamenti –, tra formazione, attività dei settori, convegni, ritiri, momenti di festa ecc., affronteremo il percorso che da ottobre a febbraio ci porterà all’Assemblea per il rinnovo delle cariche, fissata per domenica 21 febbraio 2027.
Così i soci, gli amici dell’Ac, i gruppi territoriali, gli stessi Settori, le commissioni, le varie équipe saranno protagonisti di mesi intensi e fecondi: di passione per il vangelo, di impegno ecclesiale, di partecipazione sociale e civica.
Il cammino verso l’Assemblea diocesana è orientato dalla Bozza di Documento assembleare (disponibile nel sito associativo e in formato cartaceo) intitolata All’alba, sulla riva. Gettare ancora le reti e ripartire dal quotidiano, ispirata da una pagina di vangelo (Gv 21, 1-14). Perché è lì, nella Parola di Dio, che vogliamo affondare le radici e provare a produrre nuovi frutti di fede e di umanità. Una Bozza, appunto, che sarà letta, discussa ed emendata proprio grazie alle assemblee dei gruppi locali (ATB) e di quelle delle nuove “aree” che riorganizzano l’associazione al posto delle consuete “zone”.
D’altro canto, come si diceva poco sopra, il percorso dell’Ac Ambrosiana procederà di pari passo con quello dell’Ac italiana che ha fornito a sua volta un’utile traccia di lavoro per accompagnare l’itinerario assembleare, intitolata «E vi fu grande gioia in quella città» (icona tratta dalla lettura di alcuni versetti degli Atti degli Apostoli).
Ebbene, il tempo fecondo che ci attende, richiamandoci a una partecipazione appassionata, presenterà diverse opportunità alla nostra associazione. Anzitutto ci darà l’occasione di ritrovarci, di gustare nuovamente e gioiosamente la nostra amicizia in relazione all’amicizia con il Signore che ci vuole “fratelli tutti”. In secondo luogo, avremo l’opportunità di ascoltarci reciprocamente, verificando quanto abbiamo vissuto insieme in Ac, sottolineandone i momenti forti e gli aspetti meglio riusciti e ponendo in luce criticità, errori, assenze. Non di meno, ecco la possibilità di un discernimento condiviso che aiuti a individuare tratti di un futuro possibile in ambito spirituale, educativo, culturale, sociale, procedendo assieme alla nostra diocesi milanese. Proprio lo sguardo rivolto al futuro dovrà segnare questo nostro anno: misurando le sfide che a ogni livello ci pone questo tempo, orientando lo sguardo al bene e al bello, delineando alleanze fruttuose con altri soggetti ecclesiali e civili.
Del resto ce lo siamo detti tante volte: l’Ac non è un “fine”, ma uno “strumento” al servizio dell’incontro con Gesù e della testimonianza cristiana nella polis. A questa ispirazione vogliamo ancora, e creativamente, tener fede.
Nella traccia predisposta dall’Ac nazionale si suggeriscono, per tutto questo, tre azioni/tensioni che corrispondono ad altrettanti passaggi virtuosi in riferimento al cammino assembleare. La prima è custodire: ovvero individuare «ciò che è necessario curare con particolare attenzione e preservare come essenziale per la natura stessa dell’associazione». La seconda sollecitazione, rinnovare, richiede di comprendere quello che possiamo «rendere nuovo nei contenuti e nelle prassi fondamentali della vita associativa”, con focus sulle specifiche età (ragazzi, giovani, adulti) e realtà territoriali. Quindi il terzo sguardo, nella linea dello sperimentare, sarà importante per capire «ciò che può essere ulteriormente adeguato o innovato per rendere l’azione evangelizzatrice dell’associazione più efficace» in questo tempo di forti e profondi cambiamenti.
Su questa strada, tenendoci per mano, e allargando sguardo e cuore a ogni persona che incontreremo, ripartiamo con determinazione e passione per un anno davvero speciale.
Gianni Borsa





