Armida Barelli e Don Mario Ciceri. Beati vivi e inimitabili
Quando si dice che la Santità è per tutti non è solo un modo di dire, è così. Il Card. Semeraro ha
detto: “ La santità è questo: seguire la scia del profumo di Cristo”.
La Barelli è tra le principali figure di donna del ‘900, capace di coinvolgere centinaia di migliaia di donne dando loro, la coscienza di sé e avviandole verso un protagonismo nella famiglia, nella Chiesa e nella società civile. L’incontro con Padre Agostino Gemelli segna l’inizio di una collaborazione che durerà tutta
la vita: l’Azione Cattolica di cui diverrà Vicepresidente nazionale, l’Istituto Secolare Missionarie
della Regalità, l’Università cattolica del Sacro Cuore, l’Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù
Cristo. Nel 1910 entra nel Terz’Ordine e nel 1919 stende la Regola delle “Terziarie Francescane del
regno sociale del Sacro Cuore”.
Don Ciceri diventa sacerdote nel 1924, inviato nella parrocchia di Brentana di Sulbiate. Un prete semplice, vicino alla gente. Si occupa dell’essenziale: la cura della liturgia e dei sacramenti, la predicazione, la formazione dei ragazzi in l’oratorio e l’Azione Cattolica. E soprattutto la carità : cura dei malati, visita ai carcerati e loro reinserimento nella vita ordinaria, i poveri. Quando scoppia la seconda guerra mondiale inventa un foglio – Voce amica – per tenere uniti i suoi ragazzi dando notizie da casa e dal fronte. Raccoglie un popolo ai margini del conflitto: soldati, sbandati, partigiani e fuggiaschi italiani e stranieri. Papa Francesco: “Nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità della porta accanto”. Se lasciamo crescere la statura di Dio dentro di noi, possiamo fare cose ordinarie in modo straordinario.


