Un pomeriggio di festa, incontro, riflessione e preghiera: si può riassumere così la Festa della Pace che ha riunito i soci della Zona III domenica 18 gennaio 2026 a Monticello. L’evento è stato l’occasione per riscoprire insieme che la pace non è un’idea astratta, ma un cammino che nasce dalla cura delle persone e dall’attenzione alle fragilità.
I ragazzi dell’ACR: “La pace è un artigianato”
Attraverso giochi e attività, i ragazzi dell’ACR hanno sperimentato concretamente gli squilibri economici e la distribuzione non equa delle risorse nel mondo. L’obiettivo era riflettere su come, nella vita di tutti i giorni, si tenda spesso ad accumulare mezzi per i propri fini senza curarsi dei bisogni dell’altro.
Il messaggio emerso è chiaro: ognuno di noi è chiamato a essere operatore di pace nella quotidianità. Come ricordato a fine attività con una citazione di Papa Francesco: “La pace è un artigianato: si fa ogni giorno, con le proprie mani”.
Gli adulti: i volti della povertà
Per gli adulti, il pomeriggio è stato dedicato all’approfondimento del tema della povertà, partendo dalle esortazioni del documento assembleare e lasciandosi interpellare dall’enciclica di Papa Leone XIV, Dilexi Te.
L’obiettivo è stato esplorare i “diversi volti della povertà”, convinti che solo conoscendone le sfaccettature sia possibile attivare percorsi di cura autentica. A rotazione, ognuno ha potuto partecipare a 3 laboratori esplorando diverse realtà per offrire uno sguardo concreto e approfondito su alcune forme di povertà oggi particolarmente diffuse.
Ci hanno accompagnato:
- Giovanna Marelli (Responsabile Caritas Zona III), che ha analizzato la povertà sociale dove ognuno è stato chiamato a riconoscere una forma di povertà che ci circonda, provare a identificarne la causa e immaginare una possibile soluzione.
- Mario Mozzanica (Formatore e consulente), che ha approfondito il tema della cura delle fragilità con un focus sulla fragilità dell’invecchiare oggi per “accogliere l’autunno della vita e riscoprire i colori dell’esistenza”.
- Valeria Marinari (Vicesindaco di Merate), che ha offerto uno sguardo sulla povertà educativa. Dopo un primo passaggio dedicato a riconoscere le sfide educative che oggi ci interpellano in prima persona, ci ha aiutato a fare sintesi identificando passi concreti e spunti applicabili da ognuno nella propria realtà.
Un impegno comune
Il pomeriggio si è concluso con un bel momento di preghiera comunitaria e una merenda insieme. È stata un’occasione preziosa per lasciarsi provocare dalle sfide del nostro tempo e riscoprire come sia possibile mettere in atto azioni concrete per costruire relazioni più giuste, affinché nessuno venga lasciato







