L’ALLENAMENTO
Il nostro corpo è il mezzo attraverso cui interagiamo con la realtà e sperimentiamo la vita. Lo spirito ci fa camminare e sollecita le nostre sensibilità dentro l’accedere dei giorni. Prendersi cura dell’uno e dell’altro, non è un atto di vanità, ma un dovere fondamentale per una vita piena e consapevole.
Il corpo che è fatto di materia e spirito e per mantenersi in vita chiede una cura che può passare anche attraverso percorsi di esercizio, conoscenza, pratica, buona alimentazione e adeguato riposo.
Una delle attività che possono aiutare tutto questo è l’allenamento. Quest’ultimo è una pratica costante, rigorosa e ripetitiva di una attività che, protratta nel tempo porta ad ottenere migliori risultati, con l’aumento della resistenza e della resilienza dei muscoli coinvolti. Inoltre, migliora la propensione a determinati movimenti e riduce il rischio di infortuni. Infine, quando si tratta di sport di squadra, l’allenamento migliora anche la relazione e interazione tra le persone.
ALLENAMENTO COME RIPETIZIONE
Adesso vi parlo di un’attività che ho praticato di recente: la corsa. Per correre una maratona, una mezza maratona, o una qualsiasi altra distanza significativa, è richiesto un allenamento costante che varia di lunghezza ed intensità. Un salto di qualità della prestazione è dato dalla pratica delle cosiddette “ripetute”, che consistono nel correre una distanza, uguale o variabile ripetuta più volte a una velocità stabilita a priori ed intervallata da momenti di recupero. Lo scopo di queste ripetute è quello di migliorare le prestazioni in termini di velocità e ritmo di gara riuscire anche ad individuare la media della propria prestazione.
I VERBI DELLA RIPETIZIONE
Mi piace pensare alla forma della ripetizione, come a qualcosa che si colloca nel mezzo tra il passato e il futuro attraversato però da un atto creativo. La ripetizione si vive dentro la storia e la rilancia verso il futuro. I verbi della ripetizione mediante un testo di Tolentino Mendonca disegnano una mappa sorprendente della vita, che tiene conto di qualche cosa che è già stato vissuto, e che potrà essere rivissuto in un secondo momento, ma in maniera necessariamente diversa perché attraversata da un tempo, ed uno spazio creativo che genera qualcosa di nuovo.
“E’ esigente, umile, ma anche grandiosa, l’esperienza umana associata ai verbi che presuppongono una ripetizione. Nella vita adulta abbiamo a che fare, per la maggior parte del tempo, con verbi di questa natura. Ripercorrerli contribuisce a disegnare una mappa sorprendente ma incredibilmente reale. Non meravigliatevi di quello che sto per confessarvi: ho avvertito che quella era una forma di preghiera. E, anche se alcuni verbi mi riempivano gli occhi di lacrime, a motivo delle immagini interiori che spontaneamente risvegliavano in me, era impossibile non leggere quell’elenco sterminato con un sentimento profondo di gratitudine. Reimparare, reintegrare, restare, restaurare, restituire, riabitare, riabituare, riaggiustare, ricostruire, ricuperare, ridire, rifare, rilanciare, rimaneggiare, rinforzare, ringiovanire, rinnegare, riparare, ripassare, risaltare, riscaldare, risentire, risorgere, rispolverare, ritardare, ritrarre, rivedere, rivisitare… Quanta esistenza spesa, quanto sforzo, disillusione e speranza, dietro queste parole, quanta maturazione e perplessità, stanchezza e resilienza, quanta accettazione, vulnerabilità e testardaggine. (…) La cosa più straordinaria, però, è capire che tutto ciò in nulla ci sminuisce. Al contrario, i verbi che presuppongono ripetizione condividono con noi una sapienza che non cambieremmo per nessun’altra cosa. E ci permettono di scoprire dimensioni della realtà senza le quali noi saremmo più settari e univoci, mentre la vita è invece una spigolatura molteplice e polifonica”.
ALLENARE LO SPIRITO
Nel greco antico la parola Askēsis significa esercizio, allenamento, in campo filosofico e spirituale, si riferisce a tutte quelle pratiche o discipline volte al miglioramento della propria dimensione interiore. Nella tradizione della Chiesa, numerose sono le figure che hanno prima sperimentato e poi proposto dei metodi ben precisi di allenamento alla vita spirituale. Un esempio importante ci viene da sant’Ignazio e dai suoi “Esercizi spirituali”. Questi ultimi sono infatti un vero e proprio metodo di preghiera, che chiede la lettura e l’ascolto della Parola di Dio. Tutto ciò scegliendo accuratamente i tempi, i luoghi e le modalità di ascolto. Tale metodo è una via privilegiata per riconoscere i doni spirituali, accogliere le consolazioni dello Spirito e distinguere, attraverso il discernimento, le parole che provengono dallo Spirito da quelle che provengono invece dall’accusatore, dal divisore, dallo spirito maligno.
DI PARI PASSO
Attraverso l’esperienza si capisce la grande similitudine che esiste tra l’allenamento del corpo e quella dello spirito e come le due possano essere praticate e parallelamente e possano diventare complementari l’una verso l’altra per una maggiore conoscenza di sé ed una vita spirituale sempre più profonda e feconda.
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