Nel suo messaggio per la Quaresima, Papa Leone afferma: «Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio».
Il digiuno richiama immediatamente il senso della sobrietà e, per chi ha vissuto molte Quaresime, queste due parole assumono un significato profondo e personale.
Il digiuno nel racconto degli anziani
Ascoltando i racconti dei nostri anziani, la parola digiuno acquista uno spessore particolare. Anche se sono passati molti anni, essa viene ancora spontaneamente collegata al periodo della seconda guerra mondiale e agli anni immediatamente successivi, quando la scarsità di cibo ha segnato l’infanzia e la giovinezza di tante persone. In quel tempo il digiuno non era una scelta, ma una condizione quotidiana. Forse è anche per questo che in quelle generazioni è rimasto un forte senso di rispetto per il cibo. Un’attenzione che, nelle generazioni successive, si è in parte affievolita: ancora oggi lo spreco alimentare è significativo, anche se si è diventati più sensibili al problema.
La sobrietà, spesso legata al digiuno, diventa con il passare degli anni un vero e proprio esercizio di vita. Non è una realtà che riguarda solo la Quaresima: è una dimensione che accompagna la maturità e la vecchiaia, anche se in questo tempo liturgico se ne coglie con maggiore intensità il significato.
La vita chiede sobrietà
La vita chiede sobrietà quando non si è più in grado di svolgere tutto in autonomia e si deve imparare ad affidarsi agli altri, adattandosi ai loro tempi e alle loro modalità. Chiede sobrietà quando aumentano le ore trascorse in solitudine, quando alcune amicizie vengono meno e occorre trovare nuovi modi per riempire le giornate. Chiede sobrietà anche negli affetti, quando le persone care non ci sono più o quando i nipoti non possono essere presenti come si vorrebbe.
Accogliere ancora una volta il tempo della Quaresima significa allora accettare anche questo digiuno e questa sobrietà, non come privazione sterile, ma come occasione per aprire il cuore al Signore e alla Sua Parola.
Giovanna Mizzau
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