Nel mese di febbraio troviamo due giornate che riguardano la cura nel senso più ampio del termine. Sono la giornata del malato – 11 febbraio – e la giornata del personale sanitario. Giulia Mandelli, operatrice Ass. La nostra famiglia e socia di Azione cattolica, racconta come anche nella cura, ci si impegna a raggiungere traguardi oltre i propri limiti.
Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non è “passato oltre”, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Gesù, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. Il samaritano «si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato […] il proprio tempo».[Messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato]
Quanto lontano può desiderare spingersi lo sguardo di chi, nella fragilità e nella malattia, non rinuncia ad essere protagonista indiscusso della propria storia?
Spesso la condizione di malattia, disabilità, fragilità circoscrive anche un perimetro fisico intorno alle persone che invece anelano a spazi aperti in cui vivere le esperienze e le relazioni che sono parte della loro vita.
Quali altezze può raggiungere chi questi sguardi accompagna ogni giorno, chi si fa prossimo condividendo e sostenendo con gesti di cura?
Ogni giorno familiari, caregivers, operatori sanitari mettono a disposizione le loro risorse e la loro professionalità per consentire a ciascuno di raggiungere il suo personale traguardo. Anche questo è cura.
Inclusive Winter Games
Ne sanno qualcosa i ragazzi protagonisti degli Inclusive Winter Games che il 9, 10 e 11 febbraio vivranno un’esperienza del tutto speciale, pensata e realizzata dall’Associazione “La Nostra Famiglia” in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 grazie alla collaborazione di numerosi enti.
Ai Piani di Bobbio 80 bambini, con e senza disabilità, gareggeranno insieme in diverse attività previste, come bob, marcia con le ciaspole e dual ski, affiancati da studenti con il ruolo di atleti guida e sotto l’attenta supervisione di un’équipe multidisciplinare, composta da professionisti provenienti dai diversi ambiti della salute, dell’educazione e dello sport a garanzia della sicurezza di ciascuno.
Questa iniziativa, come altre che il nostro territorio offre, mostra la potenza di una cura che diventa azione concreta, relazione, condivisione e consente di raggiungere mete non convenzionali e di allargare lo sguardo, andando oltre la condizione di fragilità.
Il Beato Don Luigi Monza, fondatore dell’Associazione “La Nostra Famiglia”, ha insegnato che la carità non è solo un atto di benevolenza, ma una forma di vita che si riflette nella cura, nell’attenzione e nell’amore per il prossimo, specialmente nei confronti i più piccoli.
“La santità non consiste nel fare cose straordinarie ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie”.






