Tre giorni, dal 20 al 22 marzo, immersi nello splendido paesaggio della Valsassina per riflettere, pregare e fare esperienza della vita comunitaria. Tre giorni che noi ragazzi dei gruppi Fuci della diocesi di Milano (e non solo) ci siamo presi per staccare dalla routine quotidiana, ascoltare e ascoltarci. Con la guida spirituale di don Michael Pasotto, abbiamo avuto la possibilità di riflettere sul tema della fede nella nostra quotidianità, impresa che appare a tratti difficile in un mondo che lascia sempre meno spazio alla spiritualità, che spesso pensa solo a correre e a rincorrere la performance. Per tre giorni e due notti, ci siamo così ritrovati nella casa romita di Casa Regina delle Grigne, ambiente decisamente diverso da quello della metropoli a cui siamo abituati. La strada impervia per giungervi e la distanza dal centro abitato di Pasturo, oltre che gli imprevisti del viaggio, ci hanno introdotto in una dimensione in cui il tempo era rallentato e la natura preponderante.
Apprezzare il silenzio
In questo luogo lontano da tutto e tutti, abbiamo potuto apprezzare il silenzio, ma anche scoprire il calore di nuove voci. Perché scopriamo noi stessi ponendoci in ascolto, cercando Dio che illumina le nostre vite nel silenzio nei nostri momenti di solitudine più profonda e attraverso la voce di coloro che pone sul nostro cammino.
Il silenzio che abbiamo imparato a fare dentro di noi durante il momento di “Deserto” vissuto in alta montagna, dopo una lunga passeggiata, in cui abbiamo avuto potuto prenderci del tempo per metterci in ascolto della Parola di Dio e far entrare la Sua luce dentro di noi. Quella luce che è in grado di illuminare i momenti di buio delle nostre vite. Quella luce che deriva da un rapporto con Dio che sia veramente di amicizia, senza troppe spiegazioni razionali, ma con la sola e unica certezza di essere Figli Amati. Quella luce che risiede nell’accoglienza della vita come dono di Dio e della propria vocazione come luogo in cui Dio ci parla. Essa è la nostra fede che illumina le nostre giornate in università, tra lezioni, esami e scelte piccole o grandi, ma ugualmente necessarie. Ed è proprio nella nostra quotidianità che abbiamo imparato a cogliere lo sguardo e la voce di Dio, che si inserisce con una domanda semplice ma incessante; quasi rivoluzionaria in un mondo che ci richiede di soddisfare aspettative e prestazioni: non cosa vuoi fare, ma come vuoi vivere la tua vita ogni giorno?
Quella cosa magica…
A questi momenti di riflessione, si sono aggiunti istanti rumorosi: canti in compagnia al suono della chitarra, risate, giochi organizzati o sorti in maniera spontanea solo per la voglia di passare del tempo insieme. Ci siamo ritrovati subito all’interno di un gruppo molto eterogeneo composto sia da fucini “veterani” che da “matricole”, come me, al loro primo ritiro, curiose di scoprire il mondo della Fuci, federazione fatta prima di tutto di persone con storie e provenienze diverse, ma accomunate dal desiderio di vivere la vita “in abbondanza”, di accoglierla, abbracciarla e coglierla a pieno. Il ritiro diventa quindi un continuo scambio di esperienze e una condivisione di pezzi di cammino che ci hanno arricchito- e continuano ad arricchirci- a vicenda. E così, dopo solo un weekend, succede quella cosa magica per cui all’ultimo giorno ci si abbraccia come se ci si conoscesse da una vita, con la voglia di incontrarsi e condividere nuovamente emozioni altrettanto autentiche.
Ciò che è certo, è che da questi giorni mi porto a casa sguardi, abbracci, ma anche nuovi spunti e nuove domande. Tra queste, ce n’è una che si fa più incessante, urgente: qual è un momento di Luce che può accompagnarmi durante la mia vita? Nonostante mi vengano in mente molti momenti, non riesco a individuarne uno che mi abbia colpito in maniera determinante. Tuttavia, dopo queste brevi ma intense giornate, credo di aver capito meglio la necessità di mettermi in ascolto e aprire la porta allo Spirito per “fare della mia vita il posto più bello in cui abitare”, alla ricerca di nuovi momenti di luce.
Francesca Righini, gruppo Fuci G.Lazzati UCSC









