Roma, 12 febbraio 2026
Ai soci
Ai presidenti parrocchiali
Alle presidenze diocesane
Alle delegazioni regionali
Ai consiglieri nazionali
Carissime e carissimi amici,
come sappiamo il prossimo 22 e 23 marzo saremo chiamati ad esprimerci, attraverso un referendum confermativo, sul testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025.
Si tratta di un appuntamento molto rilevante, sia per la materia — la riforma della Costituzione in un ambito significativo della vita democratica della Repubblica, quale la giustizia — sia per la marcata connotazione politica che gli è stata attribuita tanto dalle forze di maggioranza quanto da quelle di opposizione.
Il Consiglio nazionale, riunitosi lo scorso 17 e 18 gennaio, dopo un ampio dibattito e confronto sul tema ha dato mandato alla Presidenza nazionale di indirizzare una lettera a tutti i soci e ai responsabili dell’associazione per offrire all’attenzione di tutta l’associazione alcune coordinate di riflessione e alcune piste di azione.
In primo luogo, vogliamo, ancora una volta e come già affermato in altre occasioni, rappresentare il nostro disagio e il nostro profondo rammarico nel verificare come una materia che riguarda il patto fondativo, che descrive le regole comuni, ritorni ad essere un’occasione di divisione e di scontro piuttosto che un’occasione di dialogo e di incontro per le diverse opzioni politiche nello spirito costruttivo che invece ha caratterizzato l’elaborazione della Carta costituzionale.
La difesa di interessi di parte trova ancora maggiore senso nel perimetro costituzionale, perché incoraggia la partecipazione e stimola il confronto e la discussione sui temi importanti, come nel caso del tema referendario della giustizia.
Riferirsi continuamente alla Costituzione, attuarla e viverla come progetto della nostra vita civile, ma persino revisionarla o aggiornarla deve essere un riferimento che accomuna tutte le forze politiche pur nella ordinaria dialettica e nella differente valutazione dell’agenda e delle priorità da scegliere per il bene di tutti i cittadini.
Ci sta a cuore affermarlo poiché sono vivi e vitali nella nostra memoria e nell’attuale esperienza associativa l’impegno e il genio di tanti testimoni di AC che hanno contribuito alla crescita di questi valori. Tra questi vogliamo soprattutto ricordare il presidente Vittorio Bachelet, di cui quest’anno celebriamo il centenario della nascita, figura luminosa di credente che ha dedicato la sua vita al dialogo e alla costruzione della vita democratica, testimoniata sino alla sua uccisione per mano dei terroristi.
Ringraziamo il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per il discorso pronunciato nella sua introduzione al Consiglio Permanente della CEI: le sue parole rafforzano le ragioni del nostro impegno e lo stile di partecipazione alla consultazione referendaria.
In questa prospettiva e con tale orizzonte di impegno per la vita e per le istituzioni democratiche riteniamo importante incoraggiare tutti a partecipare attraverso il voto e, ancor prima, ad approfondire le ragioni, le argomentazioni e le critiche, promuovendo un dialogo franco e rispettoso delle diverse opinioni e dei diversi punti di vista.
Prendiamo, dunque parte, conoscendo di più, ascoltando di più, discutendo e confrontandoci di più, rispettandoci reciprocamente di più.
L’associazione non è uno spazio neutrale o distante dalle tensioni e dalle contrapposizioni che oggi questa materia sta generando nella vita e nel dibattito nel Paese.
Al contrario, in essa abitano e convivono nella comune appartenenza e corresponsabilità associativa ed ecclesiale, visioni plurali che ancora una volta riconosciamo come una ricchezza che alimenta il confronto civico e sostiene ambiti di impegno differenziati ma sempre ordinati al Bene comune.
L’occasione referendaria può essere un’opportunità per offrire la nostra associazione come luogo di approfondimento e di dialogo per tutti, alternativo alla violenza di dibattiti urlati o delle solitarie invettive che purtroppo spesso registriamo nei media. Proprio per questo incoraggiamo l’associazione a tutti i livelli a promuovere occasioni di studio e di dibattito, coinvolgendo esperti ma soprattutto cittadini, momenti che possano incoraggiare e sostenere la partecipazione ad un passaggio delicato e cruciale per la vita repubblicana, e contemporaneamente ringraziamo quelle associazioni locali che hanno già promosso e organizzato analoghi momenti.
Come associazione nazionale vorremmo offrire spunti di approfondimento attraverso i nostri strumenti di comunicazione, utilizzando soprattutto il nuovo portale associativo “IlChiostro” che con l’occasione vi incoraggiamo a conoscere meglio e ad utilizzare frequentemente, ma anche un’occasione di riflessione attraverso un webinar organizzato con FUCI, MEIC, MIEAC e Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici “Vittorio Bachelet”, che si terrà il prossimo 3 marzo alle ore 19.00 sul canale YouTube dell’Azione Cattolica.
Stiamo vivendo ciò che Giorgio La Pira avrebbe definito un “tornante della storia”, dove gli istinti irrazionali e violenti della prevaricazione e della forza s’impongono sulla logica mite del diritto e della democrazia. Parole e gesti quotidiani diventano, attorno a noi, dentro le nostre comunità, sempre più violenti facendo crescere la tensione sociale e alimentando la domanda di sicurezza e di difesa. L’altro e gli altri differenti da noi diventano nemici da abbattere, da distruggere in ogni modo e con ogni “arma”.
Il Vangelo ci incoraggia e ci illumina a scegliere altri percorsi, concreti e possibili, che l’associazione conosce e tocca con mano, che sperimenta nella quotidianità del suo impegno educativo e formativo, nel paziente e umile lavoro di costruzione di alleanze, nel suo servizio gratuito e silenzioso alla cura di ciò che appartiene a tutti.
Vi abbracciamo nel Signore,
La Presidenza nazionale






