“I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gioele 3, 1)
Per avere un diverso sguardo su di noi e sul mondo
«Che è la vita? Frenesia? Che è la vita? Illusione? Solo un’ombra, una finzione, e il maggior bene, un bisogno del nulla, la vita è un sogno e i sogni sogni sono». Si esprimeva così Calderón de la Barca, nellasuo dramma La vida es sueño, scritto nel 1635. Un po’pessimista, il religioso spagnolo. Decisamente più ottimista si dimostrò Martin Luther King quando il 28 agosto 1963, a Washington, pronunciò il suo più famoso discorso: “ I have a dream…I have a dream che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della loro pelle…”.
Con prospettive diverse, tutte e due ci mandano a dire che nei nostri fantastici corpi, di cui abbiamo parlato nella Summer school dell’anno scorso, pulsano in continuazione immagini. Esse diventano visibili quando si spengono le luci e l’Ego – il signore delle luci – è via a dormire.
Il sogno
Ogni notte l’ignoto che è in noi ci colpisce con un pugno o ci consola con una carezza. Talvolta le immagini criptiche si fanno vive anche di giorno, come pesci saltano fuori dall’acqua, li si intravede per una frazione di secondo, ma poi scompaiono subito inabissandosi nel lago. Può succedere che attraverso i sogni arrivi addirittura il tocco della Grazia. Così come può pure succedere che uomini e donne si rendano conto di avere gli stessi sogni e si mettano insieme a costruire una fraternità senza terrore.
La squadra della Summer School 2026
Per capire quel che c’è da fare e da non fare quando il nostro corpo parla lingue sconosciute, abbiamo chiamato in aiuto una bella squadra: una teologa, una psicologa, un arcivescovo, un costituzionalista, un attore, un formatore e anche qualche ospite a sorpresa molto interessante! Con tutti loro proveremo a diventare co-spiratori: persone che respirano la stessa aria, le stesse assenze. Le assenze che feriscono il cuore con la loro presenza.






