Nella Bibbia era tempo giubilare quello che arrivava alla fine di ogni settimo anno sabbatico, cioè dopo sette gruppi di sette anni e quindi ogni cinquantesimo anno (cfr. Lv 25,8-17).
Durante il giubileo, il terreno riposava ed era anno di espiazione e di liberazione e in esso simbolicamente si sperimentava la totale signoria di Dio sul creato.
Etimologia di Giubileo
La parola “giubileo” deriva dall’ebraico jôbël, ossia “capro, ariete”. Jôbël però non compare mai senza un’apposizione o un attributo che significhi chiaramente “(suono di) corno”, “(squillo di) tromba”; pertanto jôbël va inteso nel senso di “corno di ariete”.
Il suo significato si comprende meglio leggendo anche Lv 25,10, dove jôbël significa una sorta di solenne ritorno in patria e la liberazione da non meglio precisate condizioni economiche sfavorevoli: si tratta quindi di un drôr (drwr) “rilascio, libertà di movimento”.
Questo ritorno in patria doveva essere proclamato appunto con il suono del corno di ariete nel cinquantesimo anno. Dal 1300, anno d’introduzione nella comunità ecclesiale, è invalso l’uso dell’anno sacro o giubileo in cui ogni venticinque anni (attualmente, mentre dal 1300 fino al 1450 era ogni cinquant’anni) è concessa dal papa l’indulgenza plenaria solenne.
Giubileo: un evento unico dedicato alla Misericordia
Il giubileo è un evento unico, un evento che segna una svolta, la svolta per cui si inizia tutto da capo. Il giubileo indica pertanto un nuovo inizio. L’ultimo Giubileo “ordinario” è stato quello indetto da papa Giovanni Paolo II nel 2000. Nel 2015 papa Francesco ha indetto un Giubileo straordinario, dedicato alla Misericordia.
«Il prossimo Giubileo sarà un anno santo caratterizzato dalla speranza che non tramonta, quella in Dio. Ci aiuti pure a ritrovare la fiducia necessaria, nella Chiesa come nella società, nelle relazioni interpersonali, nei rapporti internazionali, nella promozione della dignità di ogni persona e nel rispetto del creato. La testimonianza credente possa essere nel mondo lievito di genuina speranza, annuncio di cieli nuovi e terra nuova, dove abitare nella giustizia e nella concordia tra i popoli, protesi verso il compimento della promessa del Signore». Così ha scritto papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo ordinario dell’anno 2025, che ha per titolo “Spes non confudit”, la speranza non delude.
Giubileo 2025: i momenti dedicati a realtà specifiche
All’interno dell’anno giubilare 2025 sono stati annunciati anche alcuni momenti particolari, ciascuno dedicato a realtà specifiche. Questi i più significativi: 24 dicembre 2024, apertura della Porta Santa di San Pietro; 24/26 gennaio 2025, Giubileo del mondo della comunicazione; 15/18 febbraio 2025, Giubileo degli Artisti; 5/6 aprile 2025, Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità; 25/27 aprile 2025, Giubileo degli Adolescenti; 1/4 maggio 2025, Giubileo dei Lavoratori; 12/14 maggio 2025, Giubileo delle Chiese Orientali; 30 maggio/1 giugno 2025, Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani; 14/15 giugno 2025, Giubileo dello Sport; 20/22 giugno 2025, Giubileo dei Governanti; 28/29 luglio 2025, Giubileo dei missionari digitali e degli influencer cattolici; 28 luglio/3 agosto 2025, Giubileo dei Giovani; 20 settembre 2025, Giubileo degli Operatori di Giustizia; 4/5 ottobre 2025, Giubileo dei Migranti; 31 ottobre/2 novembre 2025, Giubileo del Mondo Educativo; 16 novembre 2025, Giubileo dei Poveri; 14 dicembre 2025, Giubileo dei Detenuti; 6 gennaio 2026, chiusura della Porta Santa di San Pietro.
La Porta Santa
La Porta Santa è la porta di una basilica che viene aperta solo in occasione di un giubileo. Essa ha un significato ben preciso: è il simbolo del passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia, pensando a Gesù che dice: «Io sono la porta» (Gv 10,7).
La più famosa è quella di San Pietro, ma ci sono altre Porte Sante nel mondo: non solo le altre tre basiliche maggiori di Roma ne hanno una (San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore), ma il papa può decidere di concederne altre.
Altre porte sante verranno aperte il 1° gennaio a Santa Maria Maggiore e il 5 a San Paolo fuori le mura (non è prevista, come per l’Anno della misericordia, l’apertura di Porte sante nelle singole diocesi). «Nell’Anno giubilare – si legge ancora nella Bolla – saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio e ai detenuti in particolare. Per offrire ai detenuti un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere, perché sia per loro un simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza e con rinnovato impegno di vita».
Alberto Ratti






