Abitare il cambiamento con stile evangelico significa saper intravedere nuove opportunità di presenza e di testimonianza sul territorio. Di fronte alle trasformazioni della Chiesa e della società, l’Azione Cattolica Ambrosiana ha scelto di ridisegnare con coraggio il proprio volto organizzativo, mettendo al centro la qualità della proposta, l’ascolto delle comunità e la cura autentica delle relazioni. Questo cammino, fraterno e democratico, è nato dal lavoro di una commissione dedicata, ha trovato espressione nelle decisioni dell’Assemblea del 2024 ed è stato ratificato dall’Associazione Nazionale. Oggi siamo pronti a tradurre questo progetto in vita vissuta, guardando con slancio e passione all’orizzonte assembleare del 2027.
Una nuova geografia associativa
La vera svolta sta nella semplificazione e nella prossimità. Storicamente, tra il centro diocesano e le ATB (Associazioni Territoriali di Base) esistevano due distinti livelli organizzativi: le zone pastorali e i decanati. Oggi, questo cammino intermedio si unifica in un unico livello: l’Area. A ogni zona pastorale è stato chiesto di discernere quale aggregazione territoriale potesse favorire al meglio la comunione e l’efficacia dell’annuncio. Questo discernimento è stato poi sottoposto al Consiglio Diocesano che dato il via a questa prima fase di sperimentazione. Nasce così una geografia associativa flessibile, modellata sulla vita reale dei territori, capace di sostenere e dare nuovo entusiasmo ai gruppi locali.
L’Equipe di Area: la forza di un vero team
Il cuore pulsante di questa riforma batterà forte nei mesi da ottobre a dicembre, quando – con il rinnovo delle ATB saremo chiamati a dare vita alle nuove Equipe di Area. La scommessa più bella sarà quella di comporre queste equipe unendo una grande ricchezza di carismi diversi, sensibilità e attitudini complementari. Attraverso deleghe specifiche e operative, l’obiettivo fondamentale sarà quello di creare un vero e proprio team di lavoro: un gruppo affiatato che sappia pensare, progettare e camminare insieme anche attraverso deleghe specifiche.
Questo stile collaborativo si tradurrà anche in un metodo di lavoro tanto concreto quanto fruttuoso, che preveda la verbalizzazione degli incontri svolti e una verifica finale delle iniziative realizzate, per raccogliere i frutti dell’esperienza e migliorare continuamente. Sarà così possibile superare le difficoltà insieme e portare uno sguardo innovativo nella Chiesa locale, articolando l’impegno attorno ad alcune attenzioni chiave affidate a persone specifiche:
Le Lectio decanali: delegati dedicati a curare e coordinare questi preziosi momenti di ascolto della Parola radicati sul territorio, con l’obiettivo di valorizzarli al meglio e offrirne il più possibile come servizio alle comunità locali.
Itinerari formativi per adulti: per progettare e promuovere iniziative comuni e percorsi di qualità aperti, condivisi anche tra gruppi diversi, allargando gli orizzonti della formazione. Cura dei “soci sparsi”: delegati attenti a mantenere vive le relazioni e ad accompagnare nel cammino formativo chi non è direttamente inserito in una ATB pienamente funzionante, perché il legame associativo sia per tutti un’esperienza di casa.
Promozione locale e iniziative coordinate: per rendere visibile, bella e sinergica la presenza e la proposta dell’Azione Cattolica sul territorio.
• Intergenerazionali: per cercare, di concerto con i responsabili adulti, giovani e ACR le migliori e fattibili modalità di sviluppo, crescita e diffusione delle proposte per le diverse fasce di età oltre che di proposte comuni
Un triennio per camminare, un dono per la Diocesi
Avviare le equipe tra ottobre e dicembre sarà solo l’inizio di una grande avventura. La vera sfida occuperà l’intero triennio: farle vivere e funzionare attraverso incontri periodici programmati, garantendo un buon coordinamento delle iniziative e rigenerando quel legame vitale con il centro diocesano che nel tempo chiede di essere rinvigorito. Anche per questo il Centro Diocesano si metterà a disposizione dei territori per percorsi di accompagnamento.
In questo cammino c’è anche una profonda responsabilità ecclesiale. La nostra è una forma sperimentale: mentre la Chiesa diocesana sta ancora riflettendo su come ripensarsi sul territorio, l’Azione Cattolica offre questa riforma come un servizio a tutta la Diocesi. Saremo un laboratorio a cielo aperto, capaci di condividere i passi avanti e di analizzare con onestà i punti critici da migliorare. Ci attende un tempo bello, carico di responsabilità e di futuro. Mettiamoci in cammino con gioia!
Alessandro Radaelli – Promozione associativa






