Alessandro Lotano è il nuovo segretario diocesano dell’Azione cattolica studenti della diocesi di Milano. Affianca Pietro Galbiati, l’altro segretario già in carica da qualche tempo. L’imperatore, come viene scherzosamente chiamato in Acs chi ricopre questo incarico, è stato “incoronato” durante la Quattro giorni di Natale che si è svolta a Ravenna . Alessandro compirà 21 anni il prossimo febbraio, vive a Milano nel quartiere Vialba (decanato Quarto Oggiaro – Cagnola – Gallaratese) ed è studente di Lettere classiche all’Università di Pavia. Lo abbiamo intervistato.
Come hai incontrato l’Azione cattolica studenti?
«Tramite i miei fratelli che non si stavano trovando molto bene in parrocchia. Così mia mamma si era procurata un volantino del “Viaggio ai confini” (l’iniziativa formative itinerante che si svolge durante le vacanze estive) e da lì hanno iniziato a partecipare a tutte le proposte, da Santa Caterina ai Campi di volontariato e agli esercizi spirituali. Insomma, si sono trovati bene e, dopo di loro, perché sono l’ultimo dei tre fratelli, ho iniziato anche io a frequentare l’Ac».
Quale è stato il tuo primo approccio?
«Ho partecipato a Santa Caterina del 2017 con l’Acr, quando avevo 14 anni. Da allora non ho mai perso un’estate a Santa Caterina, salvo il periodo del Covid. In Acs ho partecipato anche al Gruppo Reflex, che si occupa in particolare della riflessione sui temi sociali e politici legati alla scuola».
Come ti è stato proposto di svolgere il servizio di segretario diocesano?
«L’anno scorso mi è stato chiesto di essere uno dei responsabili del Campo di volontariato e lì mi è stato proposto di diventare segretario diocesano affiancando Pietro. Anzi, (ride) mi è stato offerto l’impero».

Come hai reagito?
«Non me lo aspettavo, perché solitamente i due segretari sono un ragazzo e una ragazza. In questo caso, invece, si è deciso di avere due segretari maschi, fatto che comunque è già avvenuto anche in passato, con due ragazze. Diciamo che la proposta mi ha spiazzato. Ho accettato, dopo averci ragionato con le persone che mi sono vicine, consapevole che è impegnativo».
Che Acs ti piacerebbe contribuire a “costruire”?
«Vorrei un Acs sempre di più legata alla vita quotidiana. Perché mi piace una fede che non sia solo teoria e con una forte dimensione comunitaria. In particolare, penso che l’Acs debba aiutare a vivere pienamente la scuola con la consapevolezza di persone che si stanno formando come cittadini attivi, impegnati…».
A te l’Acs personalmente cosa ha dato?
«Tanti spunti per conoscere la realtà. In particolare, nel Gruppo Reflex dove i ragazzi stessi sono protagonisti della loro formazione. E poi la semplicità e l’essenzialità».
Prossimi impegni dell’Acs?
«Il Gruppo Reflex prosegue il suo lavoro, stiamo preparando il secondo appuntamenti di No Panic, il percorso per le studentesse e gli studenti di quarta e quinta superiore che vogliono ragionare in chiave vocazionale sulla scelta dopo le superiori. Inoltre, a breve inizieremo a preparare le iniziative estive: il Viaggio ai confini e i Campi di volontariato».
Alessandro, grazie per la tua disponibilità al servizio e in bocca al lupo da tutta l’Ac!






