Chiunque abbia tra le mani una biografia di Pier Giorgio Frassati, e l’abbia letta, prima o poi si trova a pensare: “Che spettacolo!”. Sì, che spettacolo, Pier Giorgio! Di vita, soprattutto. Prima ancora che il bravo cristiano o il beato o il santo, ciò che colpisce della sua vita è la ricchezza di una esistenza che, pur durata lo spazio di soli 24 anni, è stata talmente fresca, esuberante, creativa, da suscitare fiumi di testimonianze, narrazioni, riprese, preghiere, perfino rappresentazioni teatrali e televisive. Appunto, uno spettacolo. E nel senso più alto del termine: qualcosa che merita di essere continuamente riproposto e rivissuto, sia pure nelle forme inevitabilmente parziali di una rappresentazione.
Fu quanto accadde a Monza nel 1990, l’anno della beatificazione di Pier Giorgio, quando un manipolo di giovani, improvvisamente innamorati di Pier Giorgio, scrisse e presentò “Un santo vero per amico”, un musical ispirato alla vita del nuovo beato. Fu un’esperienza bellissima: due anni di repliche in diocesi e fuori diocesi, compresa una puntata a Roma. Merito di tutto questo non fu certo lo spettacolo, ma Pier Giorgio, divenuto nel frattempo per tutta la compagnia uno straordinario riferimento di vita, un faro luminoso nel cammino di fede di ciascuno. Non credo sia stato un caso se chi lo interpretava in scena divenne frate francescano, un altro si fece sacerdote, una ragazza entrò in una famiglia religiosa (a dispetto di chi ancora considera le esperienze artistiche dei gruppi giovanili una mera forma di socializzazione secondaria e non invece una via maestra sulla strada dell’evangelizzazione e della crescita umana e spirituale). Ma, ripeto, il merito non fu dello spettacolo, fu di Pier Giorgio.
Ciò che di Pier Giorgio colpì e ancora colpisce, e che lo rende ancora straordinariamente attuale, è che visse cento anni fa la vita che oggi vivono in tanti: università, sport, amici, amiche, montagne, impegni di varia natura. Se cento anni fa tutto ciò era un privilegio di pochi, oggi è la condizione che accomuna quasi tutti, al netto forse di una spiritualità che, in ritirata nei giovani di oggi, in Pier Giorgio era il carburante che faceva girare il motore di una vita consacrata al Signore e alla dedizione ai fratelli più fragili, un motore capace di orientare verso la santità gli affetti, le amicizie, la professione, lo studio, il volontariato, l’impegno sociale e politico.
E dunque non è nemmeno un caso se, a distanza di trent’anni, quegli stessi giovani (ora non più giovani, ma accompagnati da… nuovi giovani), abbiano accolto la sfida di rimettere in scena Pier Giorgio, “un tipo losco in paradiso”, come recita il sottotitolo. Non è una parodia dello spettacolo originario, ma è piuttosto l’intenzione di mettere in scena (e in musica), insieme agli episodi più noti della vita di Pier Giorgio, anche le dimensioni in apparenza più distanti, perfino divergenti, da un cammino di santità. La Società dei Tipi Loschi, ad esempio. Una associazione goliardica, alla cui fondazione peraltro Pier Giorgio diede un contributo decisivo. Divergente? Distante? Anche no. E’ un attimo cogliere, sotto la cifra della goliardia, la solidità di una coscienza fermamente rivolta alla sequela di Gesù e alla edificazione del Regno, e non solo attraverso le forme spesso grigie e consunte della religiosità tradizionale, ma anche attraverso il dinamismo di una convivialità fraterna, di una amicizia gioiosa, scanzonata, contagiosa, da… tipi loschi, appunto, la grammatica di base per accompagnare chiunque verso una vita piena. Pier Giorgio Frassati: davvero, uno spettacolo!
La prima dello spettacolo, con l’allestimento curato dalla regista Ilaria Mauri che recupera in parte i materiali del musical scritto in occasione della beatificazione di Pier Giorgio (1990) e li attualizza secondo la sensibilità dei nostri giorni con immagini, danze, canto corale, gestualità, verrà messa in scena in occasione della AC FEST 2025 del prossimo 24 maggio a Sirtori (LC) alle 17. Siete tutti invitati!
Guido Meregalli
A teatro con Pier Giorgio Frassati
Una quindicina di attori età diverse, un narratore, testi e dialoghi, una dozzina di canzoni scritte ad hoc per raccontare la straordinaria esistenza di Pier Giorgio Frassati: ecco la semplice ricetta che l’autore, Guido Meregalli, ha seguito per offrire all’AC e alle comunità cristiane un’ora di speciale avvicinamento a Frassati, una delle personalità più affascinanti che il cattolicesimo italiano, e l’Azione Cattolica in particolare, abbiano espresso nel loro secolare cammino. La biografia di Pier Giorgio – ricchissima di aneddoti edificanti, ma soprattutto di scelte di dedizione al prossimo, nel servizio operoso e nella preghiera – si prestava a essere raccontata in molti modi, ma il linguaggio della musica e della danza, per quanto distante dal Pier Giorgio stonato che tramandano le cronache, è forse quello meno inadeguato ad esprimere la vitalità e la passione che hanno animato ogni giorno della vita di Pier Giorgio. Per questo, l’allestimento curato dalla regista Ilaria Mauri recupera in parte i materiali del musical scritto dallo stesso Meregalli in occasione della beatificazione di Pier Giorgio (1990) e li attualizza secondo la sensibilità dei nostri giorni: immagini, danze, canto corale, gestualità, ecc. La prima dello spettacolo sarà in occasione dell’AC Fest del prossimo 24 maggio a Sirtori (LC). Siete tutti invitati.






