Non ho volutamente “rispolverato” brani iconici (penso, ad esempio, a Imagine di John Lennon), forse sin troppo abusati in queste occasioni ed ho quindi pensato di indirizzare l’ascolto al brano “PACE” di Arisa, quale riflessione intima sul profondo bisogno di riconciliazione, che parte dall’interiorità dell’individuo per allargarsi al mondo.
In PACE, che qui vi propongo in una registrazione “live” di qualche tempo fa, dove meglio si apprezza la semplicità posturale della cantante, in linea con la sobrietà dell’accompagnamento musicale, Arisa usa un linguaggio semplice, quasi essenziale, che rispecchia la fragilità umana. La pace non è presentata come una condizione già raggiunta, ma come un desiderio, una mancanza. Il tono è introspettivo: la cantante parla di ferite, paure, silenzi e incomprensioni, mostrando come il conflitto nasca spesso dentro di noi prima ancora che tra le persone.
La voce delicata e, come dicevo, l’arrangiamento sobrio ma efficace, propongono l’idea che la pace non sia qualcosa di rumoroso o spettacolare, ma un equilibrio sottile, difficile da conquistare e facile da perdere. La canzone suggerisce che senza pace interiore e una sana capacità di relazione, non può esistere nemmeno una pace autentica nei rapporti umani.
Il messaggio del brano si lega fortemente al desiderio di pace universale perché propone una visione “dal basso”, dall’io:
- la pace tra i popoli nasce dalla pace tra le persone,
- la pace tra le persone nasce dalla pace dentro ciascuno di noi.
Nel canto, non si citano direttamente guerre o conflitti geopolitici, ma il testo è profondamente universale: mostra come l’incapacità di ascoltare, perdonare e comprendere l’altro, sia la stessa dinamica che, su scala più grande, porta agli scontri tra nazioni, culture e religioni.
Un manifesto etico
In questo senso, PACE diventa quasi un manifesto etico: invita a rallentare, a riconoscere il dolore altrui, a scegliere il dialogo invece dello scontro e a “parlare di pace per chi non sa o non può parlarne”. Il desiderio di pace universale non viene idealizzato, (e qui, per giocare un poco, concedetemi di ricordare la risposta “standard” delle reginette di bellezza alle domande del “bravo presentatore”) ma reso umano, fragile e quindi possibile, seppur tra mille difficolta’ e con la necessità di una concreta presa di coscienza del proprio stato emozionale.
PACE di Arisa ci ricorda che la pace non è solo un obiettivo politico o storico, ma prima di tutto una responsabilità personale. È una conquista quotidiana, che parte dall’ascolto di sé e degli altri. Proprio per questo, il brano riesce a parlare a tutti e a collegarsi in modo profondo e autentico al sogno di un mondo più giusto e pacifico.
Edio Sarini, autore






