Per “una Terra in pace”
«La pace sia con tutti voi». Con questo invito, l’Azione Cattolica, sempre in prima linea, desidera farsi portatrice di un messaggio che interpella ciascuno di noi. Il mese di gennaio diventa così un tempo privilegiato per rinnovare un’attenzione significativa alla pace, nella preghiera e nei gesti concreti.
L’AC parrocchiale di Bareggio ha raccolto, come ogni anno, l’invito dell’AC diocesana e nel gennaio 2026 si è ritrovata più volte per invocare la pace. Ha partecipato alla Santa Messa del 1° gennaio, Giornata Mondiale della Pace, condividendo questo momento con le altre associazioni del territorio. Ha inoltre vissuto momenti di preghiera attraverso il sussidio proposto dalla Zona IV: un incontro online, uno in presenza e uno al termine di una Messa feriale, coinvolgendo anche altri fedeli.
Ciascuno, poi, nell’intimità della propria casa, si è impegnato a essere “artigiano di pace”, attraverso la preghiera e scelte quotidiane coerenti.
Un gesto concreto di solidarietà
Nei giorni della Festa della Santa Famiglia, il 24 e il 25 gennaio, la comunità ha sostenuto l’Associazione “INSIEME per SARAJEVO”, che da anni aiuta anziani soli nel paese di Vareš, in Bosnia-Erzegovina, progetto cui collabora anche l’AC nazionale.
Per raccogliere fondi, i soci dell’AC di Bareggio hanno proposto una colazione con caffè e la vendita di dolci tipici e torte. La risposta dei parrocchiani è stata generosa e ha permesso di contribuire concretamente a questo prezioso lavoro sociale.
È così che insieme si costruisce la pace: con piccoli gesti, grandi attenzioni e un impegno condiviso.
La serata della pace a Nerviano
Il mese si è concluso con la Serata della Pace a Nerviano, il 31 gennaio, presso la parrocchia di Santo Stefano. Un momento intenso, vissuto come Zona IV, durante il quale i soci di AC hanno pregato seguendo un calendario condiviso nei diversi decanati.
Chi insieme, chi personalmente, in comunità o in famiglia, ciascuno ha presentato al Signore le terre ferite dalla guerra e le persone costrette a fuggire dalle proprie case in cerca di rifugio.
Durante la serata si sono alternati salmi, letture, canti e la testimonianza di Paolo Sormani dell’Associazione Variopinto, realtà che da oltre trent’anni opera in Rwanda promuovendo scuole e laboratori. Paolo ha ricordato le ferite ancora vive del genocidio, raccontando come un territorio piccolo, ricco di minerali preziosi, sia stato devastato da una guerra fratricida. Ha parlato di famiglie divise, di donne che oggi reggono la vita sociale con forza e dignità, e del lavoro paziente di volontari e associazioni nel costruire un futuro di pace.
La terra grida giustizia, pace, umanità per tanti fratelli e sorelle costretti a vivere in condizioni inaccettabili. Come ha ricordato Papa Leone XIV, siamo chiamati a essere garanti di una “pace disarmata e disarmante”, che nasce dal cuore, guida le scelte e orienta i passi.
Durante la preghiera, a ciascuno è stato chiesto di scrivere su un foglietto un impegno personale per gettare ponti di pace nella quotidianità. I post-it, deposti ai piedi dell’altare, hanno formato la parola PACE: un segno semplice e potente.
Una serata lontana dagli schermi e dalle abitudini, per diventare seminatori di speranza e fraternità. Abbiamo fatto nostro lo slogan dell’AC per il progetto Pace 2026, “Terra in pace”, cercando di accogliere l’altro con occhi nuovi, capaci di leggere il cuore.
La pace non è un ideale lontano.
«Dona la pace, Signore, a chi confida in Te».
Monica e i soci dell’AC Parrocchiale di Bareggio












