Sta prendendo forma un progetto, completamente incentrato sull’educazione dei più piccoli, in Azione Cattolica ambrosiana. Tutto prende avvio da una figura molto cara alla comunità di Novate Milanese, Lella Giudici. È stata una socia di Azione Cattolica profondamente impegnata nell’ACR, sempre attenta ai ragazzi e alle ragazze.
Ne parliamo con Paolo Airoldi, referente di questo progetto, già responsabile diocesano ACR dal 2014 al 2020 e incaricato regionale ACR dal 2021 al 2024.
“Ho conosciuto Lella quando ero anch’io educatore adolescente: era una presenza discreta ma incisiva, capace di accompagnare senza imporsi, di incoraggiare senza mai mettersi al centro. Si prendeva cura dei più piccoli con una dedizione rara, sia in associazione sia in oratorio. Dopo la sua scomparsa, suo marito Mauro insieme ad altri soci ha promosso una raccolta fondi per sostenere un progetto ACR dedicato proprio ai più giovani. Da lì è iniziato tutto”.

Come avete deciso di utilizzare concretamente questo fondo?
L’équipe diocesana ACR si è interrogata a lungo. Non volevamo destinarlo a un evento isolato, ma a qualcosa che lasciasse un segno duraturo. Così è nata l’idea di costruire un percorso di studio e formazione sulla spiritualità dei bambini oggi, in particolare nella fascia 6-10 anni.
Ci siamo posti due domande fondamentali: che cos’è la spiritualità per i più piccoli oggi? E chi sono davvero i bambini a cui ci rivolgiamo, in un contesto profondamente cambiato?
Qual è la direzione che avete preso?
Abbiamo capito subito che non potevamo camminare da soli. L’idea iniziale è stata quella di coinvolgere altri soggetti della diocesi di Milano: la FOM, l’ufficio catechesi, la pastorale familiare, il mondo delle scuole dell’infanzia. Il primo incontro, il 28 novembre 2025, è stato molto significativo: è emersa con forza la centralità dell’interiorità, soprattutto nell’era digitale. Allo stesso tempo abbiamo riconosciuto dei limiti nel modo tradizionale di proporre la preghiera. Da qui il desiderio di esplorare strade nuove, meno canoniche ma più aderenti alla realtà dei bambini di oggi.
Come si sta sviluppando il lavoro?
Da fine gennaio 2026 abbiamo avviato un vero e proprio percorso di studio, ascoltando esperti e confrontandoci tra noi. È un lavoro di discernimento: dobbiamo scegliere una direzione chiara.
L’obiettivo è arrivare entro la fine del triennio associativo, tra dicembre 2026 e gennaio 2027, a qualcosa di concreto. Pensiamo a un sussidio, ma anche a un momento formativo più ampio, come un convegno. Ci piacerebbe però evitare formule già viste: vogliamo qualcosa di nuovo, più attuale.
Quali contributi vi hanno aiutato finora?
Abbiamo incontrato diversi esperti. A febbraio 2026 la pedagogista Barbara Tamborini ci ha offerto spunti molto importanti: ha sottolineato il ruolo centrale dei genitori nella trasmissione della spiritualità, anche se oggi spesso si sentono disorientati. Ha insistito molto anche sulla concretezza: i bambini hanno bisogno di esperienze, di bellezza, di qualcosa di tangibile che bilanci il mondo digitale. E poi l’importanza di testimoni giovani e credibili. A marzo abbiamo ascoltato don Luca Peyron, esperto di digitale e catechesi, che ci ha aiutato a leggere il mondo dei ragazzi di oggi. Ad aprile, invece, il professore Pierpaolo Triani e la professoressa Antonella Arioli hanno approfondito la dimensione psicologica e spirituale dei bambini tra i 6 e i 10 anni.
Che direzioni stanno emergendo?
Due in particolare: la genitorialità e la concretezza. Sono i due pilastri su cui stiamo cercando di costruire tutto il percorso.
Qual è la meta finale del progetto?
Vorremmo arrivare a un sussidio per la preghiera dei bambini: uno strumento utilizzabile personalmente, in famiglia e nei gruppi ACR, ma pensato per tutta la diocesi.
Tuttavia, l’obiettivo più profondo non è il prodotto finale. È formare educatori, catechisti e genitori capaci di accompagnare i bambini nella crescita della fede, dentro il contesto di oggi.
In una frase: cosa rappresenta questo progetto?
È un modo per custodire l’eredità educativa di Lella, trasformandola in un cammino vivo, capace di parlare ai bambini di oggi e a chi li accompagna.






