Con l’8 di giugno terminano le scuole con grande gioia per gli alunni e con una rinnovata preoccupazione per le famiglie. Come organizzare il tempo estivo che non coincide con le vacanze dei genitori? Ormai da anni le parrocchie, i comuni, le associazioni si attivano con diverse proposte per far fronte a questo problema. Specialmente nelle parrocchie e nelle associazioni sono molti i giovani che regalano il loro tempo per i più piccoli, gli animatori svolgono un lavoro prezioso per i bambini e allo stesso tempo cominciano a misurarsi con un impegno che potrà anche orientare la loro vita futura.
Una presenza costante e sottovalutata
Spesso, però, vengono sottovalutate tutte quelle figure che, nel silenzio e nell’ombra, rendono possibili tali iniziative: i nonni e le nonne.
Le persone che sono libere da attività lavorative spesso scelgono di dedicare una parte del tempo estivo per tutte quelle attività “sommerse” che accompagnano l’estate dei ragazzi. Mantenere in ordine e puliti gli ambienti, attivarsi per il pranzo e la merenda, essere presenti per accogliere chi ha momenti di “tristezza” e richiede una cura particolare.
Non solo, i nonni e le nonne nel tempo estivo diventano ancor più punto di riferimento per i nipoti dando loro la possibilità di trascorrere più tempo nei luoghi di vacanza.
Succede però che ci siano ancora troppi nonni che diventano di ostacolo, perché non sono in grado di seguire la famiglia oppure perché la loro presenza rende difficile gli spostamenti. In questo periodo, specialmente nelle grandi città, sorge il problema di “dove collocare” il nonno o la nonna per poter andare in vacanza e la richiesta di persone che possano prendersi cura di loro. Durante l’estate la solitudine degli anziani, in alcune situazioni si fa ancora più evidente.
Cosa fare? Non penso ci sia una ricetta valida per tutte le situazioni, penso però sia importante recuperare il valore di ogni persona e le diverse esigenze. A volte gli anziani sono un po’ prevenuti nel provare nuove soluzioni di momenti di vacanza con coetanei, in posti strutturati o anche per pochi giorni, forse è bene cominciare ad educarci a nuove possibilità per trascorrere il tempo estivo in modo da conciliare le diverse esigenze e, come nonne e nonni, ancora una volta dimostrare che il passare del tempo è sempre ‘grazia’.
Giovanna Mizzau






