L’edizione 2026 di “Passi in cerca di bellezza” si è concentrata in un lembo di territorio all’estrema periferia meridionale di Lecco, tra Somasca, Erve, il monte Magnodeno, Olginate con il suo lago e il fiume Adda, e poi il rione di Chiuso, della città di Lecco. Oltre a racchiudere una ricchezza paesaggistica e di realtà locali, è una terra che contiene un concentrato di santità vissuta e riconosciuta in ben tre figure: san Girolamo Miani (o Emiliani), il beato Serafino Morazzone e la beata Caterina Cittadini.
Abbiamo vissuto un’esperienza di gruppo, costituito da 26 adulti soci e amici dell’Azione Cattolica, provenienti da Como e Varese, ma anche da Milano e Monza, ospiti dai padri Somaschi nella loro casa di spiritualità; siamo stati invitati a percorrere le strade e i sentieri di questo territorio, tenendo presente tre spunti di lettura e riflessione: il rapporto tra locale e globale, l’alleanza tra umanità e ambiente e la cura della casa comune.
Abbiamo approfondito questi aspetti aiutati dalle parole della Laudato Si’, di Fratelli tutti e della Laudate deum di papa Francesco e, in occasione degli 800 anni della morte di san Francesco, dalle sue preghiere e dai canti della tradizione francescana.
Tra locale e globale
Un elemento che in qualche modo è risultato evidente al termine di questi tre giorni, legato alla prima provocazione sul rapporto tra locale e globale, è la sensazione di quanto sia miope la visione di immaginare un mondo chiuso, limitato al proprio orticello e impermeabile alle contaminazioni.
Visitando il primo giorno la rocca dell’Innominato e ascoltando la lettura di una pagina dei “Promessi sposi”, già ci si potrebbe stupire di come questa opera letteraria ha veicolato l’immagine e le vicende di questo piccolo spazio in tutto il mondo, con infinite traduzioni (persino in giapponese): altro che locale!
Il secondo giorno, conoscere la vicenda della cava sulle pendici del monte Magnodeno, alla periferia di Lecco, inevitabilmente fa aprire gli occhi sulla realtà delle multinazionali, che si devono confrontare con le comunità locali per cercare l’equilibrio tra la loro attività e le preoccupazioni di chi il territorio lo abita.
La visita alla diga di Olginate, una struttura realizzata negli anni ‘40 del secolo scorso, ci conferma come l’interconnesione tra montagna e pianura sia strettissima. In situazioni di emergenza idrica la diga può ricevere aiuto dai bacini montani e la regolazione del flusso dell’acqua, di riflesso, reca benefici a valle ad un territorio molto esteso, ad attività di tipo agricolo e industriale. Tutto è connesso.
Infine, l’incontro con i volontari della Casa sul Pozzo ci ha aperto gli occhi su una realtà che accoglie nelle sue attività il mondo intero, rappresentato da adolescenti di diverse provenienze.
Insomma, tutto ci conferma che la vita scorre nella direzione opposta del pensiero di chi la vorrebbe rinchiusa nel suo piccolo pezzo di mondo.
Alleanza tra umanità e ambiente
Altrettanto decisiva si rivela l’alleanza tra umanità e ambiente, ben rappresentata dagli incontri con i volontari della Proloco di Erve, Fabio e Giuseppe, che si prendono cura delle relazioni nella loro comunità formata da un nucleo centrale e dalle sue numerose frazioni; con Stella e suo marito che, unici abitanti del borgo di Nesolio, custodiscono la tradizione e i segreti del procedimento di essicazione delle castagne in piccoli forni secolari; con Giuliana, ornitologa del Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta di Varenna e di Legambiente, che ci ha accompagnato nella salita al Magnodeno, illustrandoci i segreti del bosco e dei suoi abitanti e le trasformazioni che questo habitat sta subendo; con i volontari di turno (alpini e non solo) del bivacco del Magnodeno che accolgono e danno ristoro a chi si inerpica fin lassù, prendendosi cura di questo luogo e dei sentieri che permettono di raggiungerlo; con il direttore della diga di Olginate, sig. Mondinelli e i suoi collaboratori, che si occupano di regolare il flusso di uscita dell’acqua del lago per consentire che le attività a valle ricevano le risorse necessarie e nella misura corretta per la maturazione dei raccolti; con Nicola, naturalista dell’associazione Proteus, esperto dell’ambiente lacustre, che ci ha svelato i segreti della biodiversità e ci ha motivato la necessità di preservarla, nel lago e non solo; con Renata e Massimo, volontari della Casa sul Pozzo (Comunità di via Gaggio) a Chiuso, che si prendono cura della casa comune accompagnando, con tanto amore e bellezza, i percorsi umani e professionali di ragazzi che, tra tante difficoltà, stanno cercando il loro posto nel mondo.
La cura della Casa comune passa dalle relazioni
La cura della casa comune, a partire dalle persone che si incontrano e dai luoghi che si abitano, è stata anche la preoccupazione delle due figure di santità che abbiamo conosciuto: san Girolamo Miani, grazie al racconto appassionato di padre Livio, e il beato Serafino Morazzone, con il museo a lui dedicato (la canonica dove ha vissuto per oltre 40 anni) e la cappella dove è sepolto, che abbiamo potuto visitare grazie alla sig.ra Luisa, a suo marito e al gruppo di Azione Cattolica di Maggianico e Chiuso.
“Passi in cerca di bellezza”, edizione 2026, ha saputo colmarci di stupore e di gratitudine per quello che il mondo e l’umanità sanno regalarci.
I nostri passi ora si muovono, uno dopo l’altro, nel nostro pezzetto di mondo, con il desiderio di renderlo più bello, sostenibile e accogliente.
Giuseppe Fasola










