Domenica 30 agosto il gruppo della Valtravaglia di Azione Cattolica ha proposto un cammino in compagnia di Pier Giorgio Frassati, in contemplazione della bellezza del paesaggio prealpino, tra i monti e il Lago Maggiore.
Alle porte del Tempo del Creato, il filo conduttore è stato quello dell’Acqua Viva: acqua che sgorga e scorre, generando vita e acqua che chiede protezione, cura, rispetto a chi abita un mondo impoverito da sfruttamento delle risorse naturali, da inquinamento, dallo scollegamento dall’elemento primario vitale.
Il cammino è iniziato con Patrizia e Guido Meregalli, primi testimoni della giornata, che hanno raccontato alcuni tratti della loro storia personale e della genesi dello spettacolo musicale Un tipo losco in Paradiso. Attraverso le loro parole, e poi in alcuni brani dello spettacolo, sono state sottolineate le caratteristiche del giovane Santo: la fede vissuta nella preghiera quotidiana e nell’Eucarestia, nelle amicizie spirituali, sincere e profonde, nella carità verso i poveri, nella passione per la montagna e nell’impegno nella società. Per vivere l’amicizia nella comunità Patrizia e Guido hanno indicato tre passi: porre le proprie radici nel Vangelo; vivere le relazioni sull’impronta di Pier Giorgio Frassati, in famiglia, nelle associazioni e sul lavoro; rilanciare l’amicizia nelle azioni sociali a favore di tutti.
A Domo, percorrendo i passi dei catecumeni ed entrando nel battistero, datato 925 e recentemente restaurato, i partecipanti hanno potuto immergersi nelle parole sull’Acqua Viva, ascoltate nella meditazione guidata a partire dalle suggestioni del Tempo del Creato.
Dopo il primo tragitto a piedi, presso il lavatoio di Sarigo, una lettera di Frassati all’amico Marco Beltramo ha offerto lo spunto per definire l’amicizia: uno degli affetti più belli della vita, capace di diventare guida e dono.
A San Giorgio in bagnella, il tema della carità concreta è stato affidato alla testimonianza di Greta Fanchi e Veronica Bonato, dell’Operazione Mato Grosso. Per due mesi hanno sostato in Valtravaglia svolgendo servizi richiesti dai Comuni e da singoli, destinando i proventi del loro lavoro alle missioni. Entrambe hanno raccontato come anche il semplice stare insieme sia già carità, nell’accoglienza reciproca con pregi e difetti, e come la fraternità sia generativa di quella solidarietà propria dello spirito dell’OMG: la carità come volontariato vissuto nella quotidianità, tra la gente, con gli amici e la famiglia. Successivamente, presso il lavatoio di Saltirana, una lettera di Frassati a Clementina Luotto ha riportato la carità alla dimensione concreta dell’amore: attenzione all’altro e responsabilità, una scelta che coinvolge la vita del cristiano perché chiede di tradurre in gesti le parole dell’annuncio evangelico, illuminato e guidato dalle parole di San Paolo.
Una sosta significativa è stata poi quella a Villa Immacolata, un tempo casa per ritiri spirituali e oggi luogo che ospita persone migranti. Qui don Luca Ciotti, già assistente spirituale dell’ACR e parroco in Valtravaglia, ha invitato a porsi domande di senso sull’accoglienza degli stranieri, a partire da alcune situazioni concrete: il lavoro, l’abitare, la possibilità di costruire una vita in un territorio come la Valtravaglia. Una riflessione sulle scelte che una comunità cristiana può e deve compiere alla luce del Vangelo.
Nella chiesa di San Rocco, Monica Zanetti ha poi riletto la propria vita alla luce del rapporto con il Signore: dalla genuinità del dialogo con Dio vissuto da bambina, al ritorno della necessità dell’incontro con lui come dimensione centrale della vita. Ha indicato nell’ascolto della Parola di Dio, nella lettura del Vangelo vissuta anche in coppia, nell’impegno in parrocchia e in Azione Cattolica e nel discernimento aperto all’azione dello Spirito alcuni passi concreti per una fede capace di farsi presenza accanto agli altri.
Infine, presso un moderno distributore d’acqua, le parole di una lettera di Frassati all’amico Isidoro Bonini hanno riportato al centro la fede: non un patrimonio da custodire passivamente, ma una forza da vivere, una speranza da raggiungere.
Il pomeriggio si è concluso a Santa Veronica, sul golfo di Caldè, con la messa insieme alla comunità: la celebrazione eucaristica ha raccolto quanto vissuto lungo la strada, nella gratitudine espressa al termine dal presidente diocesano di Azione Cattolica Gianni Borsa.
Un pomeriggio nel quale cammino all’aperto e ascolto sono diventati modi per incontrare e lasciarsi interrogare. E l’immagine dell’Acqua Viva ha avvolto tutti fino alla fine: l’acqua che genera vita per ogni creatura, da conoscere, amare, proteggere.












