Tre incontri impressionanti
L’avvio è obiettivamente strepitoso. Dopo il racconto della giornata tipo di Gesù, il Vangelo di Marco procede con tre incontri impressionanti: il lebbroso, l’escluso per eccellenza; il paralitico, inchiodato ai margini della vita dalla vita stessa e, infine, Levi, l’impuro esattore delle tasse, chiamato alla sequela. In tal modo i primi quattro discepoli sono affiancati da un quinto del quale avrebbero fatto volentieri a meno (cf Mc 1, 40-2,14). Eppure si trovano con lui a tavola, insieme a pubblicani e peccatori, ad imparare dal vivo cosa accade sulla scena originaria del Regno. Non si poteva incominciare in modo più diretto ed efficace. Marco sembra aver scelto con cura il suo avvio, manifestando subito la comprensione del mistero di Gesù che lui e la comunità avevano compiuto.
Tre controversie con le figure apicali della religiosità del tempo
Il seguito, facilmente prevedibile, è di tre controversie con le figure più in vista della religiosità contemporanea: gli scribi, dopo il diffondersi della notizia del banchetto in casa di Levi; i discepoli di Giovanni, circa la pratica ascetica del digiuno, e i Farisei, in merito alla mancata osservanza del sabato da parte di Gesù e dei suoi discepoli, colti maldestramente tra i campi di grano a raccogliere spighe (Mc 2,15-27). Troviamo qui le tre grandi opposizioni. Si direbbe, quella dei teologi, degli esperti di Dio che si meravigliano del comportamento del Maestro, lontano dalla loro comprensione di Dio; quella degli spirituali, che non capiscono quali pratiche ascetiche Gesù insegna ai suoi discepoli; quella degli osservanti della Legge, sorpresi dalla mancata osservanza del sabato.
Guarda …. perchè?
Curiosamente la domanda che accomuna tutti questi è: guarda…perché? Tutti riconoscono una differenza in Gesù che fa problema e si chiedono il perché di essa. Non si interrogano sulla questione che la differenza apre, del fatto che essa esiste, come del perché si discosta dal loro consueto modo di pensare. Per loro la differenza non apre alla novità. Piuttosto al contrasto e alla censura. Non riescono ad acconsentire ad un sovvertimento del modo di pensare che rischia di mettere tutto in discussione. Di fatto, secondo la narrazione di Marco, è l’inizio delle ostilità, dopo la curiosità e la sospensione iniziale. Non vi è qui è solo il racconto dei contrasti con la sinagoga, ma anche le polemiche interne alla comunità, che opponevano i cristiani tra loro.
La differenza
Troviamo qui due aspetti sui quali riflettere all’inizio di questa Quaresima, in grado di tracciare buoni sentieri di conversione in un tempo in cui appare difficile far fronte ai contrasti. Il primo è come avvertiamo la differenza e perché essa ci urta. Cosa difende la nostra presa di posizione? Occorre sempre prestarvi attenzione e riflettervi, per non cadere nell’abbaglio di una chiusura senza appello.
La novità
Il secondo aspetto è accorgerci della novità che la differenza inaugura. Avviando i giorni della Quaresima, cercando un modo per farla nostra oltre il convenzionale, possiamo domandarci: dove cogliamo la differenza di Gesù? Quale apertura essa genera, liberando il pensiero, l’azione e gli affetti? Dove accade per noi questa differenza e dove essa ci conduce? La differenza è dentro ciò che ci accade ed è questo il luogo in cui siamo chiamati a misurare le nostre resistenze, le nostre opposizioni, ma anche le opportunità e le conversioni che essa inaugura, aprendo nuovi sentieri e nuove comprensioni. Occorre per questo lasciare che Lui ci parli.
Un giorno, Christophe Lebreton, uno dei martiri di Algeria, chiamati ad abitare un conflitto mortale annotò sul suo diario: «Il tuo ti amo un giorno mi è apparso. Non mi sono riavuto… nient’altro mi attira di grandezza e di onore».
Foto di Azzedine Rouichi su Unsplash






