Il gruppo teologico per le prossime settimane ci permetterà di rileggere alcune pillole della relazione del teologo Sequeri, asocoltata in occasione delle Giornate teologiche.
Recuperare la vita come iniziazione per imparare veramente il rispetto per ciascun vivente
Il teologo Sequeri ci ha sottolineato come la pandemia ci costringa a fare i conti con alcuni stili di vita dai quali prendere le distanze: la spensieratezza di un godimento avido e l’indifferenza nei confronti della fragilità della condizione umana.
Per questo Dio mostra la via.
L’amore di Dio – ci dice il teologo Sequeri – apre la strada a una relazione nuova con gli altri. Essi non sono da soggiogare, da sfruttare, ma da onorare, rispettare. Se Dio, che più di tutti avrebbe le ragioni per porsi al di sopra di ogni creatura, è invece accogliente, amorevole, intenzionato a suscitare risposte libere proprio in chi “non è Dio” , tanto più ciascuno di noi dovrebbe maturare rispetto, cura, accoglienza per l’altro, molto simile a sè.
Il teologo ha richiamato un rito proprie degli Indiani d’America, cacciatori di bisonti, animali necessari per la sopravvivenza delle tribù nelle grandi praterie. Proprio l’uccisione del bisonte era accompagnata da un rito con il quale ci si “scusava” di questa sottrazione, ci si impegnava a usare al massimo quanto sottratto, per non sprecare nulla, si onorava così la natura senza procurare uno scempio gratuito e dettato solo da una avidità non necessaria Sembra sentire dire “Scusateci voi altri viventi se dobbiamo uccidervi per vivere, ci impegniamo a chiedere a voi il minimo sacrificio ”.
Perché sembriamo invece ostinatamente abituati alla devastazione della natura, allo spreco di altre vite, all’indifferenza per quote di sofferenza inutile come se tutto ciò fosse normale? Cosa ci si guadagna?
L’amore di Dio che ha scelto di rivelarsi nell’amore per il prossimo, può riaprire anche per noi cammini di umanità nuova, accogliente, rispettosa, sensibile ad ogni forma di vita, veramente promettente di un mondo nuovo.
Valentina Soncini






