“La fraternità non è il solo risultato di condizioni di rispetto per la libertà individuali, e nemmeno di una certa regolata equità. Benché queste siano condizioni di possibilità, non bastano perché essa ne derivi come risultato necessario. La fraternità ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza. Che cosa accade senza la fraternità consapevolmente coltivata, senza una volontà politica di fraternità, tradotta in un’educazione alla fraternità, al dialogo, alla scoperta della reciprocità e del mutuo arricchimento come valori? Succede che la libertà si restringe, risultando così piuttosto una condizione di solitudine, di pura autonomia per appartenere a qualcuno o a qualcosa, o solo per possedere e godere. Questo non ne esaurisce affatto la ricchezza della libertà, che è orientata soprattutto all’amore” (Papa Francesco, Fratelli tutti, 2020, n. 103).
Il termine latino “studium” può essere tradotto in italiano con la parola “amore”, infatti non si può conoscere qualcosa fino in fondo senza amarla. Non si tratta quindi di imparare un lavoro o aumentare la propria conoscenza, ma avere passione per la Verità. Non si può amare qualcuno o qualcosa tenendosela gelosamente per sé. Non si può crescere, imparare e formarsi da soli. “Un uomo non può trovare pienezza se non attraverso un dono sincero di sé” (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et Spes, n. 24). Non c’è Fuci senza amicizia e relazione.
Quest’anno la Federazione Universitaria Cattolica Italiana ha dovuto affrontare l’impossibilità di vedersi fisicamente. I nostri gruppi erano abituati a trovarsi nelle salette, studiare, mangiare, discutersi e divertirsi insieme. Già dalle prime settimane di chiusura di marzo 2020 abbiamo cominciato a ritrovarci nelle piattaforme digitali. Molti di noi sono rimasti colpiti dalla spontaneità con cui questo “trasferimento” è avvenuto, guidato dal desiderio di non interrompere le nostre attività e di non far venire meno le nostre comunità. Come recita il tema di quest’anno federativo, siamo riusciti a dire: “Presenti! Rispondiamo insieme all’oggi che chiama”.
Anche le attività a livello nazionale non si sono interrotte, anzi, la facilità con cui si è scoperto di potersi ritrovare ci ha sorpreso. Un primo esempio è quello di un gruppo di fucini da tutta Italia che tutte le mattine, dallo scorso gennaio, si ritrova in videochiamata per recitare le Lodi e poi studiare insieme come fossero in una delle nostre salette. Siamo riusciti a trovarci tra gruppi di varie regioni per continuare anche percorsi formativi come il “Progetto democrazia”: si tratta di un documento che consegneremo alle istituzioni europee in vista della Conferenza sul futuro dell’Europa. Riteniamo che questo sarà un momento molto importante per tutta l’Unione e una grandissima occasione di rinnovo e rilancio in un periodo particolarmente difficile in cui sarà importate riscoprirci uniti. Zygmunt Bauman scrisse:
“La disintegrazione della rete sociale, la disgregazione di efficienti organismi di azione collettiva, viene spesso osservata con notevole preoccupazione e considerata l’imprevisto ‘effetto collaterale’ della nuova leggerezza e fluidità di un potere sempre più mobile, sdrucciolo, mutevole, evasivo. Ma la disgregazione sociale è al contempo una condizione e il risultato della nuova tecnica di potere che utilizza quale propria arma principale il disimpegno e l’arte della fuga: […] qualsiasi rete densa e fitta di legami sociali, e in particolare una rete profondamente radicata nel territorio è un ostacolo da eliminare. I poteri globali sono intenti a smantellare tali reti per poter godere di una costante e crescente fluidità, la principale fonte della loro forza e garanzia della loro invincibilità” (Z. Bauman, Modernità liquida, 1999).
Abbiamo anche tentato di non vivere passivamente il cambiamento a cui il Covid ci ha costretti. Durante l’anno ci siamo spesso interrogati sui cambiamenti che la pandemia ha prodotto e produrrà alla società e anche al nostro quotidiano. La prossima settimana, per cercare di dare una lettura a tutto questo, si terrà il 69° Congresso nazionale dal titolo:
“Epoca 4.0, Università, Chiesa e Società alla prova dell’innovazione”.
Tra gli ospiti avremo mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il professor Francesco Profumo, già ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca ed ex presidente del Cnr; il professor fra Paolo Benanti, docente di etica delle tecnologie, intelligenza artificiale e postumano presso la Pontificia Università Gregoriana e membro della Task Force governativa sull’intelligenza artificiale; la professoressa Chiara Giaccardi, docente di sociologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttrice della rivista “Comunicazioni sociali”.
Ovviamente siete tutti invitati e per aver più informazioni sull’evento o altro scrivetemi pure a presidente@fuci.net.
Lorenzo Cattaneo, presidente Fuci






